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URBANISTICA

Inu: verso una mappatura dei territori di futura innovazione

di Alessandra Marra

Parte il progetto 'Mappe d'Italia' per valorizzare le potenzialità del patrimonio italiano

Vedi Aggiornamento del 26/11/2015
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12/01/2014 – Tracciare e quantificare per i territori la capacità di produrre innovazione e "qualità del futuro", a fianco alla canonica mappatura della situazione attuale.
 
Questo l’obiettivo che si propone il progetto chiamato "Mappe d'Italia" promosso dall'Istituto Nazionale di Urbanistica (INU).
 
Il progetto è in fase embrionale e si è concentrato su un’area ristretta, in Emiliani Romagna, ma con il passare del tempo e il raffinamento degli indicatori valutativi, sarà possibile estenderlo a livello nazionale.
 
I risultati di questa mappatura innovativa potranno essere utilizzati in vari modi; ad esempio da aziende interessate ad investire in un territorio e che hanno necessità di tenere conto delle potenzialità di sviluppo di un territorio e dallo Stato e dalle sue articolazioni per ottimizzare l'efficacia della spesa. 
 
Le "Mappe d'Italia" potranno essere utilizzate come strumento di valutazione dei territori definendone i difetti ma anche i margini di miglioramento; si potrà usare anche per correggere le storture. Per valutare i luoghi si terrà conto di alcuni fattori come la sostenibilità ambientale e sociale, la resilienza e i paradigmi smart.
 
Il responsabile del progetto, Gianluca Cristoforetti, ha dichiarato: "L'obiettivo è la mappatura relativa alla capacità dei territori di immaginare la 'qualità del futuro' provando a superare il concetto per cui la qualità della vita (analisi della situazione presente) possa essere anche e necessariamente qualità del futuro”.
 
“Mappare l'importanza della pianificazione del buon uso dei beni comuni, ad esempio, o delle strategie che provano a mettere le comunità al centro dei processi decisionali. Questo, al di là degli slogan tipo 'zero consumo di suolo', permetterebbe di tracciare realmente le traiettorie di sviluppo dei territori mettendo a sistema qualità dell'ambiente, resilienza, paradigma smart e sostenibilità sociale".
 
La novità più importante, secondo Cristoforetti, risiede nel valorizzare il patrimonio del nostro Paese immaginando e coniugando “il fare delle nostre comunità con la bellezza che ha pervaso, fino a un certo punto, la nostra storia”.
 
“L'Italia può farcela se ritrova la capacità di costruire qualità, anche del proprio futuro, attraverso la pianificazione che oggi qualcuno paradossalmente ritiene un freno allo sviluppo. Per questo dobbiamo essere in grado di valutarci, di verificare quali sono i nostri gap, di comprendere che esistono territori dove investire risorse produce ricchezza ed altri dove gli investimenti hanno bisogno di un territorio capace prima di apprendere e poi caso mai di spendere", conclude Cristoforetti.


 

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