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AMBIENTE

Sardegna, più spazio per i geologi nei Comuni

di Rossella Calabrese

Dalla Regione 900.000 euro per gli studi di compatibilità geologica e geotecnica previsti dal PAI

Vedi Aggiornamento del 09/12/2016
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10/02/2015 - I Comuni sardi potranno avvalersi della figura del geologo per le istruttorie relative agli interventi connessi con il Piano Assetto Idrogeologico ( P.A.I.). Per gli enti locali che si attiveranno in tal senso, la Regione Sardegna ha stanziato 900.000 euro per il biennio 2014-2015.
 
Lo ha annunciato Davide Boneddu, Presidente dell’Ordine dei Geologi della Sardegna, aggiungendo che “si rafforza la consapevolezza dell’importanza e dell’irrinunciabilità del ruolo che il geologo può svolgere a supporto degli enti territoriali”.
 
La novità arriva con la LR di semplificazione amministrativa in materia di difesa del suolo che attribuisce ai Comuni il compito di approvare gli studi di compatibilità idraulica e gli studi di compatibilità geologica e geotecnica previsti dal Piano di assetto idrogeologico (PAI), relativi a interventi rientranti interamente nell’ambito territoriale comunale, inerenti al patrimonio edilizio pubblico e privato, alle opere infrastrutturali a rete o puntuali, alle opere pubbliche o di interesse pubblico nonché agli interventi relativi all’attività di ricerca e i prelievi idrici e per la conduzione delle attività agricole, silvocolturali e pastorali.
 
La LR per la difesa del suolo e la relativa Delibera 51/2013 è “la codifica di un importante riconoscimento alla nostra categoria - ha proseguito Boneddu -un ulteriore passo nel cammino della diffusione della cultura geologica che, sono certo, ci vedrà nel prossimo futuro parte sempre più attiva nella pianificazione e gestione del territorio, sia come professionisti che come tecnici a supporto della pubblica amministrazione”.
 
“I geologi potranno portare così il contributo professionale all’iter di approvazione degli Studi di Compatibilità Idraulica e degli Studi di Compatibilità Geologica e Geotecnica previsti dalle norme tecniche di attuazione del PAI. Saremo quindi presto chiamati come categoria (alcuni comuni già hanno emesso a riguardo uno specifico bando ad evidenza pubblica), a dare un rilevante contributo alla Pubblica Amministrazione negli iter autorizzativi connessi al Piano di Assetto Idrogeologico” - ha aggiunto il Presidente dei Geologi sardi.
 
“Con ogni probabilità il Paese inizia a comprendere che solo un territorio sicuro potrà attirare investimenti - ha concluso Gian Vito Graziano, Presidente del Consiglio Nazionale dei Geologi (CNG) - e che non è più possibile continuare ad inseguire le emergenze, ma che occorre risolverle. Non è più possibile spendere 242 miliardi di euro come abbiamo fatto per 70 anni, quando sarebbero bastati 20 miliardi di euro per mettere in sicurezza il territorio. È completamente mancata una cultura del territorio, che avrebbe sviluppato economia. L’assenza di questa cultura ha invece sottratto risorse all’economia del Paese”.
 
Secondo Graziano, “la presenza dei geologi nelle pubbliche amministrazioni avrebbe favorito questa cultura e probabilmente avrebbe fatto prendere una strada diversa, di investimenti in piani di sicurezza sismica, per le scuole, per le case e per tutti gli edifici pubblici. Avremmo potuto puntare di più e meglio sulle nostre risorse naturali e sulla valorizzazione di un territorio, la cui bellezza è figlia della sua geologia. Avremmo fatto capire che il concetto di prevenzione si declina attraverso una pluralità di azioni, che coinvolgono le istituzioni, la politica, ma anche il singolo cittadino”.
 
“Accogliamo con grande soddisfazione la determinazione della Regione Sardegna di volersi avvalere di geologi, perché costituisce un passo importante verso l’idea concreta di un Paese che vuole ripartire e perché l’esperienza che ne scaturirà, in termini culturali, sociali ed economici, sarà di esempio per le altre regioni” - ha concluso il Presidente del CNG.
 
 

 

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