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NORMATIVA

400 milioni di euro per rimettere sul mercato 20mila case invendute

di Paola Mammarella

Viceministro Nencini: a marzo un nuovo Piano Casa che interverrà sugli immobili dati alle banche come pegno o garanzia del credito

Vedi Aggiornamento del 21/04/2015
20/02/2015 – Con uno stanziamento di 400 milioni di euro saranno messi a disposizione 20 mila alloggi invenduti che saranno destinati all'affitto calmierato, alla vendita a prezzi calmierati o all'affitto con possibilità di vendita. Si tratta del nuovo Piano Casa che il Governo varerà entro metà marzo.
 
Il provvedimento, annunciato dal viceministro alle Infrastrutture, Riccardo Nencini, durante il convegno organizzato in collaborazione con l’Associazione nazionale costruttori edili (ANCE), l’Associazione bancaria italiana (ABI) e Cassa Depositi e prestiti (CdP), sarà articolato in due parti, "la prima con 150 milioni di euro per il sostegno agli affitti e la seconda con 240-250 milioni di euro di vantaggi fiscali per coloro che intervengono su alloggi che già esistono e sono invenduti".
 
Come illustrato da Nencini, in Italia ci sono circa 45 mila abitazioni da destinare all’edilizia residenziale pubblica. Un terzo del totale è sfitto, mentre il 15% è occupato da famiglie che non si trovano sotto la soglia di povertà. A ciò si aggiungono circa 145 mila case invendute.
 
E sarà su quest’ultima categoria che si concentrerà il nuovo Piano Casa. Il piano prevede infatti proposte per gli immobili oggetto di procedure giudiziali o di dismissione e sarà articolato lungo due direttrici:
- la creazione di fondi immobiliari di social housing in cui saranno convogliati i 'distressed asset', cioè i crediti incagliati garantiti da immobili; 
- il workout immobiliare, con una logica d'azione one-to-one che vedrà singole imprese proporre a singole banche soluzioni d'intervento su determinati asset.
 
Oltre all’aumento del numero di alloggi, tra gli obiettivi del nuovo piano ci saranno la riqualificazione delle periferie, l'immediata canteriabilità delle opere, una sinergia maggiore tra pubblico e privato, la previsione di misure che evitino il consumo di suolo e l'attenzione a specifiche categorie sociali.
 
Secondo le previsioni di Nencini, le aree industriali dismesse, le infrastrutture in disuso, i vuoti urbani, i centri storici e gli immobili dati in garanzia e pegno alle banche diventeranno dei “cluster creativi” con ripercussioni positive per il settore edile.
 
Soddisfazione sull’iniziativa è stata espressa dal presidente dell’ANCE, Paolo Buzzetti, che ha notato come in questo modo lo Stato stia tentando di colmare una lacuna durata decenni, con 42 miliardi l'anno prelevati attraverso la tassazione sugli immobili e non reinvestiti in edilizia sociale.
 
Il progetto è stato salutato con favore da Raffaele Rinaldi, responsabile dell'ufficio crediti ABI, che vede necessario il ripensamento di alcune norme per includere nel social housing le banche e gli immobili invenduti.

 

 
© Riproduzione riservata

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