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NORMATIVA

Fotovoltaico, l’esclusione dei siti non idonei va motivata

di Paola Mammarella

Tar Toscana: prima di vietare l’installazione dei pannelli occorre verificare l’attività svolta sui terreni

Vedi Aggiornamento del 24/04/2018
Commenti 6049
10/02/2015 – Gli atti con cui alcune zone sono definite non idonee all’installazione degli impianti fotovoltaici devono essere motivati. Prima della dichiarazione di non idoneità, inoltre, va verificata l’attività svolta sui terreni. Lo ha chiarito il Tar Toscana con la sentenza 36/2015.
 
Il Tar si è pronunciato sul ricorso del proprietario di un terreno che, a suo avviso, era stato escluso impropriamente dalla possibilità di installare dei pannelli fotovoltaici.
 
La Legge Regionale 11/2011 aveva infatti dichiarato alcuni terreni non idonei, salvo diversa determinazione provinciale. La Provincia aveva deciso di scorporare dal divieto di installazione le aree non utilizzate per avicoltura e viticoltura. Dal momento che i terreni del ricorrente non erano utilizzati per questi scopi, ma che non era comunque stata riconosciuta loro l’idoneità all’installazione degli impianti, il proprietario aveva fatto ricorso al Tar.
 
I giudici Amministrativi hanno appurato che, nonostante la provincia avesse considerato idonei quei terreni, la Regione aveva emanato una delibera seguendo altri criteri di perimetrazione. A sua discolpa, la Regione aveva affermato che, trattandosi di un atto di tipo urbanistico, non doveva motivare le sue decisioni e che non esisteva nessuna prova che sui terreni non fosse esercitata l’attività di avicoltura e viticoltura.
 
Il Tar ha però specificato che, diversamente dagli strumenti urbanistici generali, che costituiscono la sintesi di più interessi pubblici e privati, gli atti con cui si individuano i siti non idonei all’installazione degli impianti fotovoltaici contemperano interessi specifici legati all’incentivazione delle energie rinnovabili e alla tutela del paesaggio.
 
Prima dell’esclusione deve essere verificata l’attività effettivamente svolta sui terreni. Per questo motivo il Tar ha annullato la delibera con cui la Regione aveva effettuato la nuova perimetrazione e ha dato al proprietario la possibilità di realizzare impianti fotovoltaici sul proprio terreno.

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Altri commenti
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arch. smaldone gaetano

Si sacrifica sull'altare di un non meglio specificato/definito interesse paesaggistico un indubbio vantaggio sul versante dell'inquinamento elettromagnetico (utilizzo di elettrodotti e cabine di trasformazione). Queste cose succedono solo nella repubblica delle banane, quella che chiamiamo Italia.