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Imu agricola, ancora 5 giorni di tempo per il pagamento

di Alessandra Marra

Ministero dell'Economia e Finanze: aliquota standard allo 0,76%. Ecco l'elenco dei Comuni esenti dall'imposta in scadenza il 10 febbraio

Vedi Aggiornamento del 27/02/2015
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05/02/2015 – I soggetti tenuti a versare l'Imu hanno tempo fino al 10 febbraio per il pagamento dell'imposta, che nella maggioranza dei comuni avrà un'aliquota allo 0,76%.
 
Il Ministero dell'Economia e delle Finanze (Mef) in una Risoluzione ribadisce ancora una volta i criteri per l’esenzione dell’imposta per l’anno 2014 stabiliti dal Decreto 4/2015.
 
In base ai nuovi criteri, l’esenzione si applica:
1) a tutti terreni agricoli, sino essi coltivati o no,  ubicati nei comuni classificati totalmente montani, secondo l’elenco dei comuni italiani predisposto dall'ISTAT;
2) ai terreni agricoli, nonché a quelli non coltivati, se posseduti e condotti dai coltivatori diretti (CD) e dagli imprenditori agricoli professionali (IAP), iscritti nella previdenza agricola, ubicati nei comuni classificati parzialmente montani nello stesso elenco.

Controlla se il tuo comune è esente.

Quindi l’esenzione si applica nel primo caso a tutti i terreni agricoli, indipendentemente dalla qualifica del possessore, mentre nel secondo caso è necessario che il possessore sia un CD o uno IAP, iscritto nella previdenza agricola.
 
Di conseguenza la circolare chiarisce che non rientrano nell’esenzione i terreni concessi in affitto o comodato a IAP e CD se posseduti da soggetti che non siano IAP e CD.
 
Ricordiamo che per il 2014, non sono dovuti al pagamento dell’Imu i terreni che risultavano esenti sulla base del decreto del 28 novembre 2014, e che, invece, sono divenuti imponibili per effetto dell’applicazione dei nuovi criteri previsti dal DL 4/2015.
 
Inoltre, limitatamente all’anno 2014, si precisa l’esenzione dall’Imu per i terreni a immutabile destinazione agro-silvo-pastorale a proprietà collettiva indivisibile e inusucapibile che non erano già esenti sulla base dei criteri previsti dal decreto del 28 novembre 2014.
 
I soggetti che hanno pagato l’Imu su terreni che in virtù dei nuovi criteri sono esenti hanno diritto a richiedere il rimborso di quanto versato o a effettuare la compensazione laddove il comune abbia previsto tale facoltà.
 
Nella stessa risoluzione viene inoltre specificato che nei comuni nei quali i terreni agricoli non sono oggetto di esenzione l'imposta è determinata per l'anno 2014 tenendo conto dell'aliquota di base fissata del Dl 201/ 2011, n. 201, ovvero del 0,76%, a meno che i comuni non abbiano approvato per i terreni agricoli specifiche aliquote.
 
Nonostante la revisione dei criteri c’è ancora parecchia insofferenza nei confronti di quest’imposta da parte di alcuni comuni e associazioni di settore.
 
Agrinsieme fa sapere: “Siamo lieti che sia stata fatta maggiore chiarezza, resta il fatto però che aziende agricole, che operano in una vasta area del Paese, continuano a essere caricate di un onere fiscale che non si possono permettere. Inoltre, rileviamo che parte delle risorse per la copertura finanziaria del provvedimento vengono sottratte al ‘pacchetto agricolo’".
 
“Riteniamo fortemente iniquo -prosegue il coordinamento tra Cia, Confagricoltura e Alleanza delle cooperative agroalimentari- gravare di ulteriori balzelli aziende in difficoltà che hanno tra l'altro il grande merito di operare per la difesa del paesaggio ed essere spesso anche l'unico bastione contro il dissesto idrogeologico del territorio. Per questo il Governo avrebbe dovuto compiere uno sforzo più coraggioso, esentando totalmente dagli oneri fiscali le aree ex svantaggiate almeno per il 2014".
 
“Infine -rileva Agrinsieme- i termini per la scadenza del pagamento per i terreni che non rientrano nei parametri dell’esenzione, fissati al prossimo 10 febbraio, sono estremamente stretti".
 
Anche il Consiglio regionale pugliese non è soddisfatto completamente della soluzione trovata e in un documento congiunto siglato a Bari, l'assessore regionale alle politiche agricole Fabrizio Nardoni, il presidente dell'Anci Puglia Luigi Perrone e i vertici delle organizzazioni di categoria (Cia, Confagricoltura, Copagri), hanno chiesto al Governo nazionale l'immediata sospensione dei pagamenti, in attesa della sentenza del Tar Lazio del 17 giugno 2015, oltre alla revisione delle tabelle Istat.

Nel documento viene ribadito che l'Imu agricola è una imposta dannosa per il settore agricolo, settore trainante per l'economia pugliese, l'unico a registrare incrementi occupazionali e che un ulteriore inasprimento fiscale sarebbe insostenibile.
 
Inoltre, per i comuni pugliesi, la revisione dei criteri di imposta, con l'esenzione totale dell' Imu terreni agricoli montani non risolve il problema, ma trasferisce il peso del gettito fiscale sugli altri comuni, molti dei quali ubicati in aree svantaggiate e fortemente esposte a fenomeni di dissesto idrogeologico e spopolamento.
 

 

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