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PROFESSIONE

Gli ingegneri-insegnanti possono svolgere la libera professione, chiedendo l’ok al Preside

di Alessandra Marra

Se si tratta di incarichi ricevuti da una P.A. vale il silenzio-assenso, se il committente è un privato vale invece il silenzio-diniego

Vedi Aggiornamento del 10/04/2015
Commenti 26186
16/02/2015 – Gli ingegneri che sono anche insegnanti della scuola pubblica, possono svolgere attività libero-professionali, anche a tempo pieno, chiedendo l'autorizzazione del Dirigente scolastico. Dalla presentazione della domanda, il Preside ha 30 giorni per rispondere, decorso tale termine, vale il silenzio assenso per incarichi ricevuti dalle PA e il silenzio diniego per quelli privati.
 
Questi i punti salienti messi in risalto nella Circolare n. 480 del 2015 del Consiglio nazionale degli ingegneri (CNI) sull’attività libero professionale dei docenti, diffusa a seguito delle risposte ottenute dalla direzione generale per il personale scolastico del Ministero dell'Istruzione, Università e Ricerca (MIUR).
 
Infatti in seguito a delle lacune normative, alcuni Ordini provinciali avevano chiesto al CNI di fare chiarezza riguardo la condotta di alcuni dirigenti scolastici che non rispondono alle istanze di autorizzazione all'esercizio di attività libero-professionale (affermando che vige il regime del silenzio-assenso), oppure che pongono condizioni particolarmente stringenti in sede di rilascio dell'autorizzazione.
 
Il CNI ha quindi rigirato al MIUR la richiesta di chiarimenti su alcune questioni di carattere generale come il termine di legge entro cui il dirigente scolastico è tenuto a rispondere alle istanze di autorizzazione alla libera professione, le conseguenze del mancato rispetto del termine di conclusione del procedimento, la sussistenza di una ipotesi di silenzio-significativo, i margini (ed i limiti) della valutazione discrezionale spettante al dirigente scolastico.
 
La Direzione Generale per il Personale scolastico del MIUR ribadisce che "le attività libero professionali possono essere svolte dal personale docente anche a tempo pieno, purché:
1. non siano di pregiudizio alla funzione docente;
2. siano compatibili con l'orario di insegnamento e di servizio;
3. siano esplicate previa autorizzazione del Dirigente scolastico (ovviamente, si deve trattare di attività rientranti effettivamente nel concetto di libera professione)”.
 
Per ciò che concerne l’autorizzazione del dirigente scolastico, Il Miur spiega che “il procedimento di rilascio della autorizzazione trova conclusione entro il termine massimo di 30 giorni dalla ricezione dell'istanza, ed è formalizzato con lettera da parte del Dirigente competente, notificata all'interessato e per conoscenza al committente".
 
In questo modo viene chiarito esplicitamente il termine (30 giorni) entro cui il Preside deve rispondere. Secondo il CNI “si tratta di una affermazione innovativa, che risulterà di grande utilità, a beneficio dei professionisti docenti e a vantaggio della certezza del diritto”.
 
La nota ministeriale si pronuncia anche sulla eventuale sussistenza e legittimità di “silenzio-assenso” sulla domanda, da parte del dirigente scolastico, affermando che "decorso inutilmente il termine di 30 giorni, l'autorizzazione, ove richiesta per incarichi conferiti da Amministrazioni Pubbliche, si intende accordata; in ogni altro caso, si intende negata".
 
Quindi si vengono a creare due casi:
1) nel caso di incarichi pubblici, se all'istanza non segue, entro il temine di 30 giorni, l'autorizzazione del preside, il nullaosta si intende comunque rilasciato (silenzio-assenso);
b) nel caso di committenti ed incarichi privati, invece, se decorrono 30 giorni e il preside non rilascia un'autorizzazione formale, la domanda si intende negata (silenzio-diniego).
 
Infine per quanto concerne i margini di manovra spettanti al dirigente scolastico in sede di rilascio della prescritta autorizzazione, il Ministero sostiene che il dirigente "è tenuto a richiedere le informazioni che ritiene opportune in merito all'attività che l'interessato intende svolgere, proprio al fine di valutare se l'esercizio dell'attività medesima possa arrecare pregiudizio al rendimento della professione di docente, ovvero se sussistano situazioni di conflitto, anche potenziale, di interessi e in tal caso, lo stesso dirigente scolastico può negare l'autorizzazione".
 
Quest’ultimo chiarimento del MIUR suscita perplessità nel CNI per l'ampiezza della valutazione discrezionale attribuita al dirigente scolastico.


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Altri commenti
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stufadelsistema

non solo non è un paese per professionisti....neanche per donne!!!! Il governo prima ci esorta a fare figli e promette il contentino degli 80 euro (solo per chi fa figli nel 2015!!!!assurdo!!!!!) ma poi mette in campo politiche anti maternità!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!

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C.A.

Vogliono fare anche la libera professione? Solo come occasionale, senza partita IVA, questa si che sarebbe una riforma che il sig. presidente del consiglio dovrebbe fare: chiudere le partite IVA dei dipendenti pubblici. Si avrebbe una redistribuzione dei compensi con tanti professori che così non potrebbero fare lavori pubblici e si inizierebbe ad affrontare la crisi diversamente.

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Giuseppe

IL CNI NON MI RAPPRESENTA! IO NON HO LO STIPENDIO FISSO E MI FACCIO IL C.. OGNI GIORNO, NESSUNO MI AIUTA COMPRESO IL CNI, SE TROVO UN STRADA DIVERSA MI CANCELLO DALL'ORDINE.

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Antonio

E' una vergogna che il CNI che dice di fare tante battaglie per gli ingegneri e la crisi perda tempo e abbia perplessità nel difendere persone che hanno uno stipendio e fanno anche la libera professione

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Ing. Luigi P.

Fermo restando che professori e dipendenti pubblici, hanno sempre avuto il proprio alter ego all'esterno del proprio posto di lavoro ... ma io dico ... sei pagato dallo stato ? Hai fatto una scelta ? Bene mo perchè devi essere messo in condizioni di rompere le scatole a chi ha fatto la scelta (o ne è stato obbligato) di guadagnarsi il pane per vivere giorno per giorno ? Ora ... già chi ha uno stipendio è un privilegiato ... diamogli pure la possibilità di fare concorrenza ai liberi professionisti ... Speriamo che viene presto na guerra civile in italia, perchè se non li mandiamo a casa tutti sti pazzoiodi saremo costretti a fare come hanno fatto in grecia ... andare a rubare, autorizzati, nei supermercati !!!

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Giorgio

carissimi o fate i professori o i liberi professionisti ! Il CNI dovrebbe impedire i doppi incarichi non solo a scuola ma in tutte le sedi università in testa, che vergogna!

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Gianluca

E perchè mai un insegnante può essere autorizzato a tempo pieno a svolgere la libera professione (cosa che ritrengo giusta visto che uno ha studiato, passato l'esame di abilitazione e paga regolarmente le tasse), mentre un qualsiasi altro dipendente pubblico deve sottostare ad approvazioni, tempistiche nella prestazione, importo di lavori ecc ecc??