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Partite Iva: a rischio le modifiche al nuovo regime fiscale dei minimi

di Alessandra Marra

Possibile rinvio del decreto correttivo. Intanto le nuove Partite Iva aperte a dicembre 2014 sono state il 203,4% in più rispetto al 2013

Vedi Aggiornamento del 17/02/2015
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13/02/2015 – I professionisti titolari di Partita Iva temono che l'allungamento dei tempi della riforma fiscale possa ricadere anche sulla revisione del regime fiscale dei minimi.

Il Governo ha chiesto una proroga di sei mesi della scadenza della delega fiscale, prevista per il 27 marzo, con conseguente slittamento di una serie di provvedimenti, tra cui fatturazione elettronica, abuso di diritto ecc.

Il primo effetto sarebbe il rinvio del Consiglio dei Ministri del 20 febbraio prossimo, quello in cui si dovrebbe discutere dei 'nuovi minimi', il regime fiscale forfetario per le Partite Iva.

Meno di dieci giorni, infatti, fa il presidente del Consiglio, Matteo Renzi, rendendosi conto del 'clamoroso autogol' del Governo, a danno dei professionisti, aveva dichiarato che "nei decreti delegati sul fisco c'è anche lo spazio per modificare in meglio le norme sulle partite IVA”. Tale modifica era attesa proprio nel Consiglio dei Ministri del 20 febbraio.

Nel dubbio, le associazioni di categoria, preoccupate per il possibile slittamento, hanno lanciato sul web un nuovo tweet bombing con l'hashtag #paroladilupetto per ricordare al Premier l’impegno preso nei confronti delle Partite Iva. 

Intanto negli scorsi giorni Scelta Civica ha presentato un emendamento al ddl Milleproroghe che permetterebbe, se approvato, di avvalersi dei vecchi minimi per tutto il 2015.

In questo clima d’incertezza si sono registrati i dati sulla corsa di fine anno all’apertura della Partita Iva con il vecchio regime.

Nel solo mese di dicembre 2014 si sono aperte 76.336 nuove partite Iva, con un incremento del +203,4% rispetto allo stesso mese dell’anno precedente.
 
Analizzando la situazione di tutto il 2014 si nota che sono state aperte circa 574 mila nuove partite Iva ed in confronto all’anno precedente è stato registrato un aumento pari all’8,5%. Questo risultato è la conseguenza degli incrementi che hanno riguardato i mesi di marzo (+0,9%), luglio (+1,9%), settembre (+0,7%), novembre (+15,9%) e dicembre (+203,4%), rispetto ai corrispondenti mesi del 2013.
 
Lo rileva il Ministero dell’Economia e Finanze (MEF) spiegando che l’andamento osservato, soprattutto nei mesi di novembre e dicembre, può essere stato influenzato dal nuovo regime forfetario, in sostituzione del preesistente regime fiscale di vantaggio, introdotto nella Legge di Stabilità 2015.
 
Entrambi i regimi esonerano i contribuenti dal pagamento di Iva ed Irap. Il regime di vantaggio, in vigore fino al 2014, limitava l’imposta dovuta al 5% degli utili dichiarati e poteva essere mantenuto per cinque anni, con l’eccezione dei soggetti giovani che, fino al compimento del 35° anno di età, potevano mantenerlo anche oltre i cinque anni.
 
Il nuovo regime forfetario, introdotto a partire dal 2015, può essere invece mantenuto senza limiti di tempo e fissa l’aliquota di imposta al 15% del reddito determinato forfetariamente sulla base di una percentuale dei ricavi/compensi (che varia in base all’attività esercitata).
 
I requisiti del vecchio e del nuovo regime sono differenti, ad esempio il tetto massimo di ricavi/compensi è 30.000 euro per il regime di vantaggio, mentre per il regime forfetario varia tra 15.000 e 40.000 euro in base all’attività esercitata.
 
La legge di stabilità 2015 prevede che le partite IVA in essere al primo gennaio 2015 con il “vecchio” regime avrebbero potuto continuare ad operare secondo tale modalità, ed è quindi probabile che alcuni soggetti abbiano anticipato l'apertura della partita IVA entro la fine del 2014, ritenendo il precedente regime più vantaggioso per la propria attività.

La distribuzione per natura giuridica mostra che nel 2014 circa il 75% del totale delle nuove aperture di partite Iva ha riguardato le persone fisiche, il 19% le società di capitali ed il 6% le società di persone. Rispetto al 2013 si è osservato un incremento soprattutto per le persone fisiche con un +10,1%.
 
Dal confronto con dicembre 2013, si osserva un aumento di avviamenti per tutte le forme giuridiche, ma il più evidente riguarda le persone fisiche con un +343,9%, a seguito della novità normativa sopra descritta.
 
La classificazione per settore produttivo evidenzia che nel corso del 2014 quasi tutti i settori principali hanno segnalato aumenti del numero di nuove aperture ma i più accentuati si riscontrano nelle attività professionali (+34%).Rispetto al mese di dicembre 2013 si osserva un sostanziale incremento relativo al settore delle attività professionali, con un +1.264,1%.
 
La ripartizione relativa alle persone fisiche nell’anno appena concluso, registra il 52% di aperture di partite Iva da giovani fino a 35 anni ed il 32,5% da soggetti di età compresa nella fascia dai 36 ai 50 anni. Rispetto al 2013, per tutte le classi di età si osservano incrementi di aperture, soprattutto per quella al di sotto dei 35 anni (+15,5%).
 
Rispetto a dicembre 2013 si sottolinea un significativo incremento nella classe al di sotto dei 35 anni (+541%), anch’esso dovuto alla novità normativa sul regime forfetario, in quanto il vecchio regime di vantaggio poteva essere mantenuto anche oltre i cinque anni da soggetti giovani fino al compimento del 35° anno di età.
 
In confronto con il corrispondente mese dello scorso anno, le classi di età registrano aumenti decrescenti con l’aumentare dell’età.
 
La ripartizione territoriale fa rilevare che il 43% delle nuove aperture, nel corso dell’anno appena terminato, è avvenuto al Nord, il 23% al Centro e circa il 34% al Sud ed Isole. Il confronto con il 2013 mostra che in tutte le Regioni si è verificato un incremento di aperture, più sensibile in Calabria, Sardegna, Umbria, Provincia Autonoma di Trento e Lombardia, all’interno di un range compreso tra il 10 e il l2%.


 

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