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Partite Iva, chiesta la proroga dei vecchi minimi per tutto il 2015

di Paola Mammarella

Dall’Inps la circolare che spiega a chi opta per il nuovo regime forfettario come richiedere anche le agevolazioni previdenziali

Vedi Aggiornamento del 17/02/2015
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12/02/2015 – Avvalersi dei vecchi minimi per tutto il 2015. È la richiesta avanzata da Scelta Civica con un emendamento al ddl Milleproroghe.
 
La proposta modificherebbe le nuove regole introdotte dalla Legge di Stabilità 2015 per le Partite Iva. Misure che hanno suscitato un coro di proteste dei professionisti, tanto da indurre il Governo ad aggiustare il tiro, annunciando una revisione della disciplina al Consiglio dei Ministri del prossimo 20 febbraio.
 
Il nuovo regime dei minimi, lo ricordiamo, introduce un’imposta sostitutiva al 15% per redditi fino a 15 mila euro. Si tratta di un peggioramento delle condizioni rispetto al vecchio sistema, che ha finora tassato al 5% i redditi fino a 30 mila euro, anche se non ci saranno più né limiti temporali né di età. Col sistema che a fine anno sarà accantonato, invece, si poteva usufruire della minore tassazione per cinque anni, o comunque fino al compimento del trentacinquesimo anno di età.
 
Il cambiamento delle condizioni ha scatenato alla fine del 2014 una vera e propria corsa all’apertura della Partita Iva anche se il Collegio Nazionale Agrotecnici ha spiegato che, per usufruire del vecchio sistema, si doveva aprire la Partita Iva entro il 30 gennaio 2015, dichiarando il 31 dicembre 2014 come data di inizio dell’attività. Questo perché i soggetti che intraprendono l’esercizio di una attività di impresa o di un’arte o professione devono dichiararlo entro trenta giorni all’Agenzia delle Entrate.
 
Dopo le proteste degli addetti ai lavori durante l’iter di approvazione della Legge di Stabilità per il 2015, la campagna di sensibilizzazione nei confronti del Governo è proseguita anche sui social network. È un esempio la campagna promossa da Acta in Rete, associazione dei freelance, lavoratori della conoscenza, professionisti indipendenti, autonomi e partite iva con l’hashtag #refurtIva. Con l’iniziativa si chiede, oltre a un sistema di tassazione meno pesante di quello introdotto dalla Legge di Stabilità, anche il blocco dell’aumento al 30,72% dei contributi previdenziali dei professionisti iscritti alla gestione separata.
 
Nel frattempo l’Inps, con la circolare 29/2015, ha spiegato che i soggetti che adotteranno il nuovo regime fiscale forfetario introdotto dalla Legge di Stabilità 2015 potranno usufruire di un regime contributivo agevolato. I contribuenti non saranno obbligati a versare la quota fissa. La contribuzione alla gestione previdenziale avverrà in percentuale rispetto al reddito forfettario, senza l’applicazione del minimo imponibile.

Per l’accesso al regime previdenziale agevolato è necessario inviare una apposita comunicazione all’Inps. I soggetti che al primo gennaio 2015 già esercitano l’attività devono compilare il modello online sul sito dell’Inps entro il 28 febbraio dell’anno per il quale intendono usufruire del regime agevolato. In caso di ritardo l’agevolazione passa all’anno successivo. Se il richiedente avvia una nuova attività dal primo gennaio 2015, deve presentare una dichiarazione di adesione subito dopo aver ricevuto notizia dell’avvenuta iscrizione alla gestione previdenziale. Se la dichiarazione di adesione arriva entro la data di avvio della prima elaborazione utile, la tariffazione agevolata è applicata immediatamente. Se, invece, perviene in una data in cui il richiedente è stato già tassato, la dichiarazione viene trasferita per l’istruttoria alla sede di competenza.



 

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