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Partite Iva: prorogato per tutto il 2015 il regime dei minimi al 5%

di Alessandra Marra

Consentita la scelta tra il vecchio e il nuovo regime forfetario. Nel Milleproroghe approvato anche il blocco del contributo Inps al 27,72%

Vedi Aggiornamento del 17/09/2015
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17/02/2015 - Il regime fiscale dei minimi con aliquota al 5% varrà per tutto il 2015 e il contributo INPS sarà bloccato al 27,72% per quest'anno. A stabilirlo due emendamenti al ddl Milleproroghe approvati oggi nelle commissioni Bilancio e Affari costituzionali della Camera.

I titolari di Partita Iva con guadagni inferiori ai 30 mila euro potranno per quest’anno scegliere se optare per il nuovo regime dei minimi o per il vecchio regime.

Il nuovo regime dei minimi prevede un’imposta sostitutiva al 15% per redditi fino a 15 mila euro, senza alcun vincolo d'età o temporale, mentre il vecchio regime prevede per ricavi fino a 30 mila euro un'imposta al 5% per cinque anni o fino al compimento del trentacinquesimo anno di età.
 
L’emendamento, che proroga il vecchio regime solo per quest’anno, produrrà un onere di circa 252,2 milioni di euro in cinque anni a cui si provvede dalle risorse del Fondo per gli interventi strutturali di politica economica.
 
Nello stesso giorno, sempre nel decreto Milleproroghe, è stato approvato l’emendamento che riporta per il 2015 la contribuzione INPS al 27,72% per i professionisti iscritti alla gestione separata. Poi per il 2016 è prevista un’aliquota al 28% e per l'anno 2017 del 29%, con uno stanziamento complessivo di 120 milioni.
 
Senza quest’intervento del Governo i professionisti iscritti alla gestione separata avrebbero visto aumentare al 30,72% i contributi previdenziali già da quest’anno.
 
Per il popolo delle Partite Iva, impegnato nelle scorse settimane in varie “battaglie” in rete, il Premier Matteo Renzi ha annullato il primo 'clamoroso autogol'.
 
Acta (Associazione Consulenti Terziario Avanzato) è soddisfatta per questa prima battaglia vinta ma fa sapere che si concentrerà sulle tante altre questioni ancora in sospeso: regime dei minimi, equità fiscale, malattia, pensione e blocco definitivo l'aumento dei contributi INPS.
 
Anche il CoLAP (Coordinamento Libere Associazioni Professionali) ha espresso soddisfazione per il blocco dell'aumento dell’aliquota contributiva per le Partite Iva: “l’innalzamento era insostenibile e avrebbe messo fuori gioco troppi professionisti. Ora occorrerà lavorare insieme ad una proposta strutturata di riforma della previdenza per le Partite Iva” - ha detto la Presidente Colap, Emiliana Alessandrucci.
 
“Abbiamo nel cassetto da tempo una proposta semplice e realizzabile; auspichiamo una politica per le professioni intellettuali maggiormente organica che abbia una visione del percorso da intraprendere e che sappia meglio utilizzare le risorse a disposizione; siamo una delle innovazioni che possono aiutare il paese a riprendersi!” - ha concluso la Presidente.

Anche il Consiglio Nazionale degli Architetti, Pianificatori, Paesaggisti e Conservatori è soddisfatto per la proroga, per il 2015, del vecchio regime dei minimi che permetterà di non aggravare la drammatica situazione in cui si trovano i professionisti italiani ed in particolare gli architetti.
 
“I progettisti italiani - sottolinea il Consiglio Nazionale  - sono letteralmente  stremati dalla crisi; hanno redditi medi da incapienti; fatturati crollati; non dispongono di alcuna garanzia “sindacale”, né beneficiano di cassa integrazione o bonus statali; hanno invece debiti con le banche, devono attendere in media 218 giorni per ottenere un pagamento da parte della Pubblica Amministrazione, 172 da parte delle imprese, 98 dai privati”.
 
“Ci auguriamo – conclude - che questa misura sia solo la prima di una serie di interventi che possano finalmente dare ossigeno ad un comparto, come quello delle libere professioni, che ancora troppi si ostinano a non ritenere decisivo per il rilancio del Paese”.
 

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