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Semplificazione dei lavori privati: i tecnici contro lo spot del Governo

Semplificazione dei lavori privati: i tecnici contro lo spot del Governo

Geometri, Confedertecnica e Architetti prevedono lavori al di fuori del controllo di un tecnico e arretrati nell’aggiornamento catastale

Vedi Aggiornamento del 15/06/2022
Semplificazione dei lavori privati: i tecnici contro lo spot del Governo
di Rossella Calabrese
02/02/2015 - “Grazie allo Sblocca Italia, ristrutturare il tuo appartamento, dividere un alloggio grande in due più piccoli o unire alloggi contigui, è semplice e veloce: se non modifichi la volumetria complessiva e non intervieni sulla struttura, non hai più bisogno del permesso di costruzione, basta una semplice comunicazione di inizio lavori al Comune. Quando saranno finiti i lavori ricordati di inviare la comunicazione di fine lavori al Comune: ti fa risparmiare la procedura di accatastamento che altrimenti resta a carico del proprietario”.
 
Così il Governo sta presentando, attraverso la campagna di comunicazione “È casa tua, decidi tu”, le semplificazioni procedurali relative ai lavori di ristrutturazione, introdotte dallo Sblocca Italia. Ma i tecnici sono perplessi.
 
“Se l’iniziativa è meritoria da un punto di vista della scelta dei mezzi di comunicazione e del principio ispiratore, la semplificazione - afferma il Consiglio Nazionale Geometri (CNGeGL) -, non lo è altrettanto per quanto riguarda i contenuti, che rimandano alla legge”. “La speaker - prosegue il CNGeGL - informa che sono ‘poche e semplici le incombenze a carico di chi intende ristrutturare casa, dividerla o unirne due attigue: comunicazione al Comune e presentazione di un numero esiguo di documenti, nessun contributo di costruzione e ‘all’accatastamento ci pensa il Comune’”. 
 
Due novità sulle quali i Geometri sono decisamente critici. A più riprese - ricorda il CNGeGL - è stato chiesto di sopprimere la norma dello Sblocca Italia che interviene sull’art. 6 comma 5 del Testo Unico Edilizia, modificando la disciplina delle tipologie di interventi liberi avviabili con semplice comunicazione al Comune. Ma i Geometri non sono stati ascoltati e, inoltre, in base alle nuove disposizioni, la comunicazione di inizio lavori deve essere tempestivamente inoltrata dal Comune all’Agenzia delle Entrate per l’accatastamento.
 
“A fronte dell’oggettiva complessità dell’iter di adeguamento della planimetria catastale -, osservano i geometri -, è difficile immaginare che l’Agenzia possa provvedervi in tempo reale, ancor più che tra le opere di manutenzione straordinaria sono incluse la fusione e il frazionamento di unità immobiliari (senza modifica di planimetria e destinazione uso). Facile, invece, immaginare le conseguenze generate da un simile ritardo operativo: nuovi arretrati nell’aggiornamento catastale e allungamento dei tempi di compravendita per i cittadini, ai quali la legge richiede che la planimetria in catasto sia conforme allo stato reale dell’immobile” - aggiunge il CNGeGL.
 
Infine - spiegano i Geometri - “un effetto che va nella direzione opposta a quella auspicata dalla semplificazione: i cittadini, oltre a non poter gestire direttamente la pratica di variazione catastale, potrebbero avere difficoltà anche solo nel seguirne la tracciabilità a causa di ostacoli ‘fisiologici’: la mancanza di dialogo tra due amministrazioni - Comune e Agenzia delle Entrate - deputate a svolgere ruoli e funzioni differenti”. Per questi motivi il Consiglio Nazionale Geometri auspica “un intervento di urgenza per cancellare un provvedimento foriero di danni e disagi alla collettività”.
 
Secondo Confedertecnica, la Confederazione Sindacale Italiana delle Libere Professioni Tecniche, lo spot del Governo “fornisce informazioni illusorie e sbagliate, raccontando una realtà ancora in divenire e sulla quale diversi sono gli aspetti che contestiamo”. 

Relativamente al messaggio che dice che “basta una semplice comunicazione di fine lavori”, i professionisti di Confedertecnica nutrono serie perplessità “per ciò che potrebbe avvenire nell’esecuzione di lavori al di fuori del controllo di un tecnico”. E sono preoccupati anche per il messaggio secondo il quale “l’accatastamento avverrebbe a cura dei Comuni”. Secondo la Confederazione, “si creerà ancora maggiore caos e si ridurranno ulteriormente le attività curate con competenza dai liberi professionisti”.
 
“Mi dispiace per la delusione che la campagna provocherà ai cittadini italiani” - commenta Leopoldo Freyrie, presidente del Consiglio nazionale degli Architetti, Pianificatori, Paesaggisti e Conservatori. “Per come è stata realizzata sembra quasi che per intervenire e modificare gli immobili possano fare tutto da sé, in modo assolutamente autonomo.  Ma non è così: la legge prevede, infatti, un progetto e quindi un professionista che lo firmi”.
 
“Ed ancora, l’invito ad inviare le comunicazioni online sembra non tener in alcun conto che solo pochissimi Comuni sono attrezzati a riceverle in questo modo” - conclude Freyrie.
 
 

 
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