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Toscana, nasce la Rete delle professioni tecniche

Toscana, nasce la Rete delle professioni tecniche

Obiettivi: razionalizzare le norme e informatizzare le procedure della Pubblica Amministrazione

Vedi Aggiornamento del 09/02/2017
di Rossella Calabrese
Vedi Aggiornamento del 09/02/2017
09/02/2015 - Si è costituita qualche giorno fa la ‘Rete toscana delle professioni tecniche’ che riunisce ingegneri, dottori agronomi e forestali, geologi, architetti, chimici, geometri, periti industriali, periti agrari, per un totale di 43mila professionisti iscritti ai relativi ordini e Collegi.
 
La Rete è un’associazione senza scopo di lucro che si propone, come primo obbiettivo, di dare una rappresentanza omogenea alle professioni di area tecnica e scientifica, in particolare nel rapporto con le Istituzioni toscane.
 
“Vogliamo ridare voce e dignità - ha detto il coordinatore Paolo De Santi, eletto nella prima seduta del Consiglio della Rete - al ruolo dei professionisti e alla considerazione sociale del loro lavoro, sia nell’attuale situazione economica, che per quanto riguarda le prospettive future delle professioni. Chiediamo di partecipare al tavolo di concertazione della Regione Toscana, al pari delle altre forze sociali ed economiche che ne fanno già parte e per dare un contributo positivo all’elaborazione di norme e disposizioni di primaria importanza per i cittadini”.
 
Fra i primi obiettivi della Rete c’è la richiesta di razionalizzazione di norme e procedure della Pubblica Amministrazione, incentivando la qualità progettuale e ambientale degli interventi sul territorio.
 
“Oggi Stato, Regione e Comuni hanno competenze in materia che si sovrappongono, creando una grande confusione e a volte una vera e propria incertezza del diritto - ha detto il vice-coordinatore Alessandro Jaff. Noi non siamo per la deregulation, ma per una regulation coerente e di semplice applicazione che dia spazio alla qualità dei progetti”.
 
“Anche gli iter burocratici - ha continuato Jaff - sono spesso un labirinto in cui si gira a vuoto, perché ogni Ente ha procedure, modalità e interpretazioni spesso diverse dagli altri Enti. Per questo sosteniamo con forza l’introduzione delle nuove tecnologie nella Pubblica Amministrazione, che possono portare ad una standardizzazione e semplificazione degli adempimenti”.
 
“In questo senso - ha concluso Jaff - ci ritroviamo pienamente nelle parole del nuovo Presidente della Repubblica, che ha esortato la P.A. a declinare i principi costituzionali, adeguandosi alle possibilità offerte dalle nuove tecnologie e alle sensibilità dei cittadini, che chiedono partecipazione, trasparenza, semplicità degli adempimenti, coerenza nelle decisioni”.
 
 

 
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