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RISPARMIO ENERGETICO

Oltre 1100 i regolamenti edilizi orientati ad efficienza e sostenibilità

di Rossella Calabrese
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Legambiente: dato positivo ma ancora molti i vincoli alla riqualificazione. A novembre il Regolamento edilizio tipo

Vedi Aggiornamento del 22/05/2018
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20/02/2015 - Efficienza energetica, sostenibilità e innovazione sono i criteri che ormai i Comuni italiani adottano per riqualificare il patrimonio edilizio e spingere il settore delle costruzioni fuori dalla crisi.
 
Negli ultimi anni 1.182 Comuni, il 14,7% del totale, hanno aggiornato i propri Regolamenti Edilizi inserendovi 20 parametri che spingono la riduzione dei consumi energetici e idrici e migliorano vivibilità e salubrità delle abitazioni.
 
I dati arrivano dal dossier “Innovazione e semplificazione in edilizia: verso il regolamento nazionale”, l’annuale analisi di Legambiente, presentata ieri a Roma, nel corso di un convegno promosso da Legambiente in collaborazione con Enel e con il patrocinio del Consiglio Nazionale degli Architetti, Pianificatori, Paesaggisti e Conservatori.
 
Nello studio, Legambiente ha analizzato 1.182 regolamenti edilizi, provenienti da tutte le Regioni italiane, evidenziando i parametri utilizzati e le prestazioni previste, mettendoli a confronto con i riferimenti delle Direttive europee e indicando proposte per il regolamento tipo.
 
Tra i criteri analizzati, l’isolamento termico è affrontato in 964 Comuni. Sono 891 i casi in cui si fa obbligo di rispettare limiti precisi di trasmittanza degli edifici. La richiesta più diffusa è quella di rispettare gli obblighi previsti dalle Linee Guida Nazionali, mentre in 72 Comuni vengono incentivate tutte le azioni che portano ad un miglioramento delle prestazioni dell’edificio.
 
572 Comuni affrontano in maniera specifica le prestazioni dei serramenti, che giocano un ruolo centrale nel controllo dei consumi energetici, invernali ed estivi, oltre che assicurare un migliore isolamento acustico. Nella maggior parte dei casi, 415 Comuni, viene richiamato l’obbligo di rispettare gli specifici parametri di trasmittanza differenziati per fascia climatica e stabiliti a livello nazionale. In 156 Comuni si incentivano miglioramenti nelle prestazioni rispetto ai livelli di base.
 
Sono 404 i Regolamenti che trattano il ricorso ai tetti verdi. Nella maggior pare dei casi vengono citati solo facendone promozione, mentre 29 Comuni incentivano questa pratica. L’isolamento acustico è previsto nei regolamenti di 389 Comuni italiani. In 291 di questi esiste un limite preciso per le emissioni acustiche da dover rispettare che richiama quello nazionale. In 52 Comuni sono previsti incentivi qualora si raggiungano livelli di isolamento maggiore rispetto a quelli obbligatori.
 
Il corretto orientamento degli edifici e la schermatura dal sole si trovano in 533 Comuni contemporaneamente. In 424 Comuni i due requisiti sono obbligatori e prevedono una percentuale variabile di oscuramento delle vetrate e l’orientamento dell’edificio lungo l’asse sud-est/sud-ovest. In 543 Comuni si obbliga e/o si promuove l’uso di materiali da costruzione locali, naturali e riciclabili. In 61 Comuni vengono proposti incentivi per realizzare edifici con materiali naturali e riciclati. I materiali locali e naturali vengono promossi in 289 Comuni.
 
Il tema delle energie rinnovabili è tra i più trattati nei Regolamenti Edilizi. Sono infatti 979 i Comuni che introducono norme sul fotovoltaico e 903 quelli sul solare termico. Sui pannelli fotovoltaici prevale l’obbligo di installare 1 kW, mentre in pochi casi ormai l’obbligo è di 0,2 kW. In 265 Comuni si è inserito l’obbligo previsto dal Decreto 28/2011. L’adozione di sistemi di ventilazione meccanica controllata è prevista in 419 Comuni. L’obbligo, per nuovi edifici e grandi ristrutturazioni, è presente in 115 Regolamenti Edilizi, mentre in 35 casi il requisito è incentivato.
 
Sono 557 i Comuni che sottolineano nel proprio Regolamento l’obbligatorietà della certificazione energetica per gli edifici. Sono 69 quelli che prescrivono per i nuovi edifici e le ristrutturazioni che si raggiunga minimo la classe B, 44 in Lombardia, 9 in Trentino Alto Adige, 4 in Friuli Venezia Giulia, 3 in Veneto, 2 ciascuno nelle Marche e nel Lazio, 1 in Puglia, in Liguria, in Toscana, in Sicilia ed in Campania.
 
Il cambiamento nel settore delle costruzioni - spiega la nota di Legambiente - viaggia veloce tra Direttive europee, che pongono obiettivi sempre più ambiziosi per migliorare l’efficienza energetica, e una spinta dal basso con un numero impressionante di esperienze virtuose. Eppure la sfida della riqualificazione del patrimonio edilizio può essere vinta solo superando le troppe barriere che esistono per gli interventi, la complessità di procedure diverse e contraddittorie, l’incertezza rispetto agli incentivi che possono spingere gli interventi virtuosi.
 
Sono queste quindi, per Legambiente, le sfide che occorre affrontare: semplificare le procedure di intervento, chiarire i riferimenti normativi per gli interventi di riqualificazione energetica e antisismica del patrimonio edilizio e dare una prospettiva di innovazione a un settore dove convergono Direttive europee, Leggi nazionali e regionali e regolamenti edilizi comunali.
 
Il principale obiettivo del Regolamento tipo deve essere quello di fare chiarezza rispetto ai parametri e fissare le prestazioni minime ai sensi delle Direttive europee, che permettano di dare certezza per chi opera nel settore ma garantendo anche i diritti dei cittadini rispetto alle certificazioni energetiche, affinché si possa sapere quanto consuma e costa per l’energia la casa in cui andrò a vivere, per esempio.
 
Il secondo obiettivo riguarda la semplificazione degli interventi di efficienza energetica. Gli attuali vincoli amministrativi alla realizzazione di impianti o dispositivi tecnologici per l’efficienza energetica possono essere superati prevedendo nel Regolamento edilizio-tipo misure volte a favorire l’uniformità e lo snellimento delle procedure e delle documentazioni a supporto delle richieste.
 
Occorre anche fissare costi amministrativi o di istruttoria standard, che non scoraggino l’installazione di impianti da fonti rinnovabili o per l’efficienza energetica, e promuovere portali che consentano ai cittadini di sbrigare le pratiche autorizzative e pagare i diritti di segreteria per tali interventi online, anziché presso lo Sportello Unico per l’Edilizia. Il portale dovrà integrare anche i sistemi informativo territoriale (SIT).
 
L’edizione di quest’anno è particolarmente importante, in vista dell’adozione del Regolamento edilizio tipo, previsto dal decreto Sblocca Italia e atteso per novembre 2015, che dovrà semplificare e uniformare le norme e gli adempimenti. Per Legambiente, il Regolamento edilizio tipo è una occasione per dare coerenza a un quadro di interventi che oggi può candidarsi ai fondi della programmazione europea 2014-2020 e giungere a una diffusa riqualificazione energetica e antisismica del patrimonio edilizio.
 
Secondo l’associazione ambientalista, l’approvazione del Regolamento edilizio tipo deve coinvolgere il Ministero dei Beni Culturali nella semplificazione degli interventi di efficienza energetica e di installazione di fonti rinnovabili anche su edifici vincolati. Il Decreto Sblocca Italia prevede già l’individuazione di tipologie di interventi minori privi di rilevanza paesaggistica, da esonerare dall’autorizzazione paesaggistica.
 
Inoltre, per semplificare il retrofit energetico e il consolidamento antisismico dei condomini, Legambiente ha proposto benefici fiscali, bonus volumetrici e modifiche delle facciate e dei tetti per la riduzione dei consumi energetici o del rumore esterno.
 
Il Regolamento edilizio tipo “può rappresentare una straordinaria occasione per individuare procedure semplificate e condivise per gli interventi di riqualificazione energetica e antisismica del patrimonio edilizio, coinvolgendo il Ministero dei beni culturali - ha dichiarato il vicepresidente di Legambiente Edoardo Zanchini - e per chiarire i parametri di riferimento per gli interventi e le prestazioni da raggiungere, tenendo conto delle Direttive europee e del quadro delle innovazioni già prodotte dai regolamenti edilizi comunali oggi diffuse nel territorio italiano”.
 
“La predisposizione di un Regolamento Edilizio tipo nazionale - ha affermato Nicola Lanzetta, Responsabile Mercato Italia di Enel - rappresenta uno snodo fondamentale nel percorso di semplificazione avviato dal Governo, perché in grado di sistematizzare e ampliare le misure recentemente introdotte sul permitting per le installazioni di prodotti e tecnologie di efficienza energetica. La crescita del settore dell’efficienza energetica, su cui Enel come azienda punta molto, potrebbe avere impatti notevoli per il Paese in termini di riduzione del consumo primario di energia, riduzione delle emissioni di CO2 e degli inquinanti locali in ambito urbano, crescita del PIL, ricadute occupazionali”.
 
“Non basta aver posto fine alla bulimia burocratica, fonte di corruzione e di abusivismo: il nuovo Regolamento unico edilizio, fortemente voluto dagli architetti italiani, deve essere una fase importante delle politiche di RI.U.SO. per promuovere la Rigenerazione urbana sostenibile per le scuole, per il social housing e per i beni demaniali, un Regolamento edilizio sostenibile” - ha detto Leopoldo Freyrie, presidente del Consiglio Nazionale degli Architetti, Pianificatori, Paesaggisti e Conservatori.
 
“Quasi tutti gli 8mila regolamenti edilizi, finora vigenti, sono stati redatti secondo la logica della nuova edificazione, ma ora il processo legislativo sulla riduzione del consumo del suolo, insieme alla necessaria sostenibilità ambientale, economica e sociale, rendono indispensabile che il regolamento edilizio unico sia rivolto al  RI.U.SO, cioè alla rigenerazione urbana sostenibile” ha concluso Freyrie.
 
 

 
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