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APPALTI

Architetti: ‘le nuove linee guida dell’ANAC migliorino i lavori pubblici’

di Alessandra Marra

Appello a Renzi per produrre una buona architettura pubblica all’insegna della trasparenza e della libera concorrenza

Vedi Aggiornamento del 30/12/2015
25/03/2015 – “Le nuove linee guida relative agli affidamenti dei Servizi di architettura e ingegneria, varate dall’Autorità Nazionale Anticorruzione, siano per il Presidente del Consiglio Matteo Renzi, nel suo ruolo ad interim di Ministro alle Infrastrutture, l’irripetibile occasione per inaugurare una nuova stagione per il settore dei Lavori Pubblici”.
 
Questo l’appello del Consiglio Nazionale degli Architetti, Pianificatori, Paesaggisti e Conservatori a Renzi affinché sia in grado di inaugurare una stagione di buona architettura pubblica, basata sui principi della trasparenza e della libera concorrenza.
 
Per il presidente degli architetti italiani, Leopoldo Freyrie, bisogna “fare tesoro dello sforzo dell’Anac che ha riportato l’attenzione sulla qualità dell’offerta e sulla professionalità, antidoto contro malaffare, in modo da privilegiare l’apertura del mercato della progettazione, la sua trasparenza e competitività, nonché la possibilità di valorizzare i giovani talenti.”
 
Secondo gli architetti bisogna prescrivere alle stazioni appaltanti di calcolare l’importo da porre a base di gara negli affidamenti di servizi di architettura e di ingegneria, applicando il Decreto parametri; dopodiché tale procedimento andrebbe esteso anche all’appalto integrato.
 
Secondo Freyrie le linee guida devono chiarire che nei concorsi di progettazione, soprattutto nella fase di prequalifica, i criteri di valutazione devono essere legati alla qualità del progetto e non a caratteri economici; inoltre bisognerebbe ribadire che “le stazioni appaltanti non possono richiedere alcuna cauzione, provvisoria o definitiva, per partecipare a una gara d’appalto avente ad oggetto la redazione della progettazione e del piano di sicurezza”.
 
Un altro aspetto fondamentale messo in evidenza è legato alla Direzioni dei lavori e ai collaudi che devono essere affidati a professionisti esperti e capaci, terzi rispetto ai concessionari, alle imprese e alla PA e che non possano cumulare incarichi.
 
Infine viene ricordato che anche i progetti urbanistici sono "prestazioni di servizi" di architettura e perciò, come dimostrano numerose sentenza, non possono essere assegnati con incarichi diretti alle Università.
 
“Il cambiamento che sta investendo l’architettura e la gestione del territorio deve riguardare anche i lavori pubblici: il nostro auspicio è che il nuovo Codice degli Appalti oltre a comprendere la lotta alla corruzione e agli sprechi abbia come fine la buona architettura pubblica che, migliorando i luoghi e l’habitat, qualificherebbe il Paese” ha concluso Freyrie.
 
© Riproduzione riservata

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