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LAVORI PUBBLICI

Al via le strategie per la banda ultralarga e la crescita digitale

di Alessandra Marra

6 miliardi di euro per reti di nuova generazione, catasto del sottosuolo, pagamenti e trasmissione di dati online verso le PA

Vedi Aggiornamento del 20/11/2017
04/03/2015 – Colmare il ritardo digitale del Paese sul fronte infrastrutturale della Banda Ultralarga con reti digitali di nuova generazione e favorire, attraverso il piano per la “Crescita Digitale”, pagamenti elettronici alle pubbliche amministrazioni per semplificare le attività d’imprese e cittadini.
 
Queste le due strategie che il Consiglio dei Ministri di ieri ha approvato secondo quanto definito dall’Agenzia per l’Italia digitale e dal Ministero dello Sviluppo Economico.
 
Le strategie partono dalla constatazione che l’Italia risulta essere in Europa il Paese con la minor copertura (solo il 20% contro il 62% europero) di reti digitali di nuova generazione (NGA), e risulta anche sotto la media europea di oltre 40 punti percentuali per l’accesso a più di 30 Mbps (Megabyte per secondo).

Da qui la necessità di recuperare il gap e raggiungere l’obiettivo strategico di massimizzare la copertura entro il 2020 da un punto di vista infrastrutturale, raggiungendo come minimo gli obiettivi definiti per il secondo pilastro dell’Agenda Digitale Europea. 
 
Le azioni che il Governo intende intraprendere sono: 
- nuova gestione del sottosuolo attraverso l’istituzione di un Catasto del sotto suolo e del sopra suolo che garantisca il monitoraggio degli interventi e il miglior utilizzo delle infrastrutture esistenti;
- agevolazioni tese ad abbassare le barriere di costo di implementazione, semplificando e riducendo gli oneri amministrativi;
- adeguamento agli altri Paesi europei dei limiti in materia di elettromagnetismo;
- incentivi fiscali e credito a tassi agevolati nelle aree più redditizie per promuovere il “salto di qualità”;
- incentivi pubblici per investire nelle aree marginali;
- realizzazione diretta di infrastrutture pubbliche nelle aree a fallimento di mercato.

Per poter procedere in questa direzione si propongono mix virtuosi di investimenti pubblici e privati. Le risorse pubbliche, per 6 miliardi complessivi, provengono dai fondi europei FESR  e FEASR e dal Fondo di Sviluppo e Coesione, a cui si sommano i fondi collegati del Piano Juncker.

Inoltre sul fronte della Crescita digitale s’intende implementare l’utilizzo di internet per le attività amministrative di imprese e cittadini.
 
La situazione attuale mostra come quasi tutti i Comuni abbiano un sito web ma solo il 20% eroga servizi che possono essere svolti completamente online, come i tributi locali (tasse sulla casa e sui rifiuti); solo il 15% dei Comuni capoluogo consente il pagamento online della TASI, e percentuali ancora più basse riguardano gli altri tributi comunali.
 
La situazione risulta problematica anche per i tecnici che non sempre riescono ad inviare per via telematica i documenti necessari alla loro attività lavorativa.
 
Il piano quindi prevede maggiore trasparenza e condivisione dei dati pubblici, la diffusione di cultura digitale e lo sviluppo di competenze digitali in imprese e cittadini, un Sistema Pubblico di Connettività con linee guida, regole tecniche e infrastrutture per garantire la connettività e l’interoperabilità Wifi negli uffici pubblici e nelle scuole/ospedali.  
                                                    
L’obiettivo finale è creare la “Piattaforma Italia Log In” destinata ad essere la “casa” del cittadino su Internet, per poter usufruire di servizi più efficaci e semplici a disposizione delle imprese e dei cittadini.
 
Il sistema è pensato come una struttura aperta dove i vari attori della Pubblica Amministrazione contribuiscono per la propria area di competenza e ogni cittadino e impresa, con la propria identità digitale, ha tutte le informazioni e servizi che lo riguardano.




 
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