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LAVORI PUBBLICI

Appalti: i lavori svolti vanno pagati, anche se l’impresa fallisce

di Paola Mammarella

Cassazione: l’impresa ha diritto al pagamento, ma deve risarcire l’ente appaltante in caso di ritardi e inadempimenti

Vedi Aggiornamento del 03/04/2015
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30/03/2015 – L’appaltatore ha diritto al pagamento delle opere effettuate prima della sentenza di fallimento. Lo ha stabilito la Corte di Cassazione con la sentenza 4616/2015.
 
Nel caso preso in esame dalla Cassazione, un’impresa aveva vinto una gara per la realizzazione di alcuni insediamenti artigianali, ma aveva poi dichiarato fallimento. Il curatore del fallimento aveva però chiesto il pagamento dei lavori realizzati fino a quel momento.
 
La Regione, che aveva affidato i lavori, si era opposta sostenendo di aver già versato un anticipo, ma di aver poi riscontrato delle gravi irregolarità, emerse in fase di collaudo, che avevano procurato dei danni economici rilevanti.
 
Dopo una serie di accertamenti, la Cassazione ha rilevato che la Regione aveva rifiutato il pagamento non perché i lavori non erano stati eseguiti, ma perché si erano verificati dei ritardi, con un conseguente aumento dei costi.
 
La Cassazione ha quindi concluso che il contratto tra la Regione e l’appaltatore si è sciolto a partire dal fallimento e ha imposto alla Regione di pagare le opere eseguite fino a quel momento.
 
Allo stesso tempo i giudici hanno previsto, a carico dell’appaltatore, il risarcimento dei danni dovuti al ritardo o al non corretto adempimento.


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