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RISPARMIO ENERGETICO Superbonus, confermati i tempi più lunghi per condomìni, edifici plurifamiliari e case popolari
NORMATIVA

La variazione della rendita catastale va sempre motivata

di Paola Mammarella

Cassazione: solo con una chiara indicazione delle cause si può decidere se accettare o ricorrere contro il nuovo classamento

Vedi Aggiornamento del 19/10/2015
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27/03/2015 – Le variazioni della rendita catastale devono sempre essere motivate. Lo ha ribadito la Cassazione, che con la sentenza 3165/2015 è tornata su un argomento molto dibattuto, confermando le posizioni già espresse in passato.
 
Nel caso preso in esame dalla Cassazione, il proprietario di un immobile aveva presentato una denuncia di variazione della rendita catastale all’Agenzia del territorio, poi confluita nell’Agenzia delle Entrate, e questa aveva quindi provveduto al cambiamento della rendita iscritta.
 
Il contribuente, però, aveva chiesto una riduzione della rendita e, sostenendo che l’Agenzia avesse commesso un errore, aveva effettuato una stima diretta del valore. L’Agenzia aveva quindi impugnato questa stima intraprendendo un’azione giudiziaria.
 
In ultima battuta, la Cassazione ha respinto il ricorso dell’Agenzia delle Entrate sostenendo che il provvedimento di riclassamento deve essere congruamente motivato, indicando in concreto gli elementi che hanno contribuito al diverso classamento.
 
La Cassazione ha aggiunto che l’indicazione delle cause deve essere chiara. Non si possono quindi indicare in modo generico degli interventi pubblici che, migliorando la zona, hanno prodotto un aumento della rendita catastale dell’immobile.
 
Solo in questo modo, hanno affermato i giudici, si può decidere se contestare l’atto.

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