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Riforma della scuola, rinviata al 10 marzo l’approvazione del ddl

Riforma della scuola, rinviata al 10 marzo l’approvazione del ddl

Tra le proposte 20 bandi per costruire scuole altamente innovative e semplificazioni per edifici nuovi o da ristrutturare

Vedi Aggiornamento del 14/05/2015
di Paola Mammarella
Vedi Aggiornamento del 14/05/2015
04/03/2015 - Nulla di fatto ieri sera per il provvedimento del Governo sulla riforma della scuola. Il Consiglio dei Ministri ha rinviato di una settimana l'approvazione delle misure attese da migliaia di insegnanti e studenti e ha presentato soltanto una serie di linee guida.

Le misure del piano “La Buona Scuola”, inizialmente pensate come decreto legge, sono invece confluite in un disegno di legge che il 10 marzo approderà sul tavolo del Consiglio dei Ministri e successivamente seguirà l'iter di approvazione in Parlamento.

La decisione, presa per evitare nuove critiche sull'abuso della decretazione d'urgenza, potrebbe dilatare i tempi dell'approvazione. Con un decreto legge i provvedimenti sarebbero diventati operativi entro 60 giorni; il disegno di legge dovrà invece seguire l'iter parlamentare, ma - secondo il premier Matteo Renzi - garantirà il confronto tra maggioranza e opposizione.

Il disegno di legge prevede la stabilizzazione di circa 150 mila insegnanti precari, investimenti in edilizia scolastica, l'apertura a nuove materie nel rispetto dell'autonomia e la possibilità di destinare il 5 per mille dell'Irpef alle scuole. 

Tra gli obiettivi del programma “La Buona Scuola” c'è lo snellimento degli interventi di ristrutturazione e realizzazione degli edifici scolastici.
 
L’approvazione di un progetto di ristrutturazione o nuova costruzione di un edificio scolastico potrebbe avvenire come variante, anche in deroga, allo strumento urbanistico vigente. Il testo prevede che la delibera di approvazione della variante venga affissa all’Albo pretorio e pubblicata sul sito del Comune, lasciando agli interessati dieci giorni di tempo per la presentazione di eventuali osservazioni.
 
Nei quindici giorni successivi, il Comune dovrebbe poi valutare le osservazioni e trasmettere la variante definitiva alla Regione o all’ente delegato all’approvazione del Piano urbanistico comunale, che avrebbe trenta giorni di tempo per esprimere il suo dissenso. In mancanza di una pronuncia scatterebbe invece il meccanismo del silenzio assenso.
 
In caso di interventi su edifici di interesse storico artistico, è previsto il coinvolgimento delle Soprintendenze che dovrebbero pronunciarsi entro trenta giorni. Il mancato rispetto dei termini farebbe scattare anche in questo caso il silenzio assenso.
 
È inoltre previsto un piano per la valorizzazione degli edifici scolastici dismessi, attraverso la modifica della destinazione urbanistica, e la vendita degli stessi. In quest’ultimo caso gli enti locali sarebbero vincolati ad utilizzare i proventi solo per la realizzazione o la manutenzione di edifici ad uso scolastico. La riforma prevede inoltre un bando per la costruzione di scuole altamente innovative. Come spiegato dal Ministro dell'Istruzione, Stefania Giannini, potranno infatti essere presentati tramite bando 20 progetti innovativi che riflettano la riforma della scuola anche nelle strutture e nell'organizzazione degli spazi.
 
 



 
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