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Superbonus 110%, i tecnici chiedono sanatoria degli abusi per facilitarne l’attuazione
NORMATIVA Superbonus 110%, i tecnici chiedono sanatoria degli abusi per facilitarne l’attuazione
NORMATIVA

Rischio idrogeologico, allo studio incentivi per delocalizzare gli immobili

di Paola Mammarella

Il disegno di legge in esame al Senato prevede un Fondo da un miliardo di euro per introdurre una detrazione Irpef sugli interventi di mitigazione

Vedi Aggiornamento del 06/09/2016
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25/03/2015 – Incentivi per la delocalizzazione degli immobili in area a rischio idrogeologico. Li prevede il disegno di legge per la prevenzione del rischio idrogeologico, allo studio della Commissione Ambiente del Senato. Il testo, messo a punto nel 2011, è stato ripresentato nel 2013 e si avvia ora ad affrontare l'iter per l'approvazione.
 
Il ddl introduce degli incentivi regionali per l’adeguamento delle infrastrutture e la delocalizzazione di impianti produttivi e abitazioni private. I bonus dovranno essere finanziati e messi a punto dalle Regioni entro un anno dall’entrata in vigore della legge e vi si potrà accedere a condizione che gli edifici siano stati realizzati in conformità agli strumenti vigenti di pianificazione urbanistica locale.
 
A livello nazionale, gli interventi edilizi di prevenzione e mitigazione del rischio da frana, da alluvione e sismico, effettuati nelle aree a rischio idrogeologico e idraulico elevato e molto elevato, saranno agevolati con una detrazione Irpef. Le modalità attuative della misura verranno definite con decreto del Ministero dell’Economia e delle finanze entro trenta giorni dall’entrata in vigore della legge.
 
Il testo prevede inoltre la costituzione di un Fondo da un miliardo di euro per la mitigazione del rischio idrogeologico per il triennio 2014-2016.
 
Per il coordinamento degli organi istituzionali competenti in materia di difesa del suolo sarà istituito in ogni regione il Comitato operativo permanente (COP) col compito di individuare le aree a rischio, controllare l’ottemperanza degli enti alle norme per la difesa del suolo e la Protezione Civile, accertare l’adozione dei piani urgenti di emergenza per le aree a rischio idrogeologico, individuare le aree per le quali la sussistenza delle attività agricole deve ritenersi funzionale alla prevenzione del rischio.
 
I piani urgenti di emergenza per le aree a rischio idrogeologico dovranno essere predisposti dagli organi di Protezione Civile entro due mesi dall’entrata in vigore della legge. In caso di calamità i COP predisporranno i programmi di soccorso, assistenza, ripristino della viabilità e delle altre opere pubbliche.
 
Entro sei mesi dall’entrata in vigore della legge, in tutte le Regioni dovrà esserci l’ufficio geologico regionale con funzioni di controllo, allertamento e polizia idraulica.



 

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