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NORMATIVA

Split Payment, in Gazzetta il decreto sui rimborsi Iva

di Paola Mammarella

Eliminate le condizioni di priorità, l’Unione Europea valuterà la legittimità delle misure antievasione

Vedi Aggiornamento del 30/04/2015
05/02/2015 – È stato pubblicato in Gazzetta Ufficiale il DM 20 febbraio 2015, che rende più facile ottenere i rimborsi Iva per chi effettua operazioni in Split Payment.
 
Il decreto elimina il riferimento alle condizioni di priorità previste dal DM 22 marzo 2007. Potranno accedere al rimborso in condizione di parità anche i soggetti che non possiedono le seguenti condizioni:
- esercizio dell'attività da almeno tre anni;
- eccedenza detraibile di importo pari o superiore a 10 mila euro in caso di richiesta di rimborso annuale ed a 3 mila euro in caso di richiesta di rimborso trimestrale;
- eccedenza detraibile richiesta a rimborso di importo pari o superiore al 10% dell'importo complessivo dell'imposta assolta sugli acquisti e sulle importazioni effettuati nell'anno o nel trimestre a cui si riferisce il rimborso richiesto.
 
Ricordiamo che lo Split Payment è stato introdotto dalla Legge di Stabilità 2015 per ridurre l’evasione fiscale relativa all’Iva. Per raggiungere questo obiettivo la Pubblica Amministrazione sdoppia il pagamento, cioè paga al fornitore il prezzo del bene o del servizio e versa l’Iva direttamente allo Stato, in modo che chi incassa la fattura non “dimentichi” di corrispondere successivamente l’imposta all'Erario.
 
I pagamenti in regime di Split Payment rientrano tra le operazioni ad aliquota zero e quindi è possibile portare in detrazione o chiedere il rimborso dell’eccedenza di imposta detraibile. Questo si verifica quando l’ammontare dell’imposta detraibile, aumentato delle somme versate, è maggiore dell’imposta relativa alle operazioni imponibili e se l’importo di questa differenza è maggiore di 2582,28 euro.
 
Ricordiamo inoltre che l’introduzione dello Split Payment è stato duramente criticato dagli operatori del settore. Da una parte le imprese hanno denunciato che il sistema aggraverò la crisi di liquidità, che sta provocando numerosi fallimenti. Dall’altro lato i professionisti hanno chiesto di chiarire la loro esclusione dalle nuove misure antievasione.
 
Nei giorni scorsi il presidente dell’Ance Cuneo ha scritto alla Commissione Europea chiedendo il congelamento delle misure, che a suo avviso violerebbero la normativa comunitaria in base alla quale le deroghe alle disposizioni sull’Iva dovrebbero essere preventivamente autorizzate da Bruxelles.
 
A tal proposito, il Commissario per gli affari economici e finanziari, Pierre Moscovici, ha risposto che l'Unione Europea valuterà la conformità della norma italiana alle disposizioni comunitarie.
 


 

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