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Corruzione, CNI: no a concentrazioni di prestazioni professionali nelle mani di pochi

Gli ingegneri chiedono una piena centralità del progetto e la rotazione dei dirigenti

Vedi Aggiornamento del 20/05/2015
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27/03/2015 - Il controllore non può essere indicato dal controllato. Occorre abolire l’art. 137 del Codice degli Appalti dove l’esecutore dell’opera individua il direttore dei lavori. Non ha dubbi il Presidente del Consiglio Nazionale degli Ingegneri (Cni), Armando Zambrano che, introducendo il convegno “Open Government e Agenda Digitale: Trasparenza e Anticorruzione” tenutosi ieri a Roma, rilancia, dopo i recenti fatti di cronaca, il tema del contrasto alla corruzione.
 
“È assolutamente necessario - ha spiegato - evitare concentrazioni di prestazioni professionali nelle mani di pochi soggetti. Siamo rimasti perplessi dinanzi al fatto che l’Antitrust non sia intervenuto rispetto a situazioni di evidente monopolio che avrebbero potuto essere gestite in maniera differente”.
 
Rotazione dei dirigenti, centralità del progetto sin dalle fasi iniziali in modo da evitare continue varianti con il conseguente incremento di costi, individuazione del direttore dei lavori da parte delle stazioni appaltanti. Sono queste alcune delle proposte avanzate dal Consiglio Nazionale degli Ingegneri per garantire maggiore trasparenza.  Quanto deve attendere ancora il nostro Paese per dotarsi del ‘Freedom of information Act’? Ha rilevato il Consigliere Nazionale CNI Angelo Valsecchi.
 
“Solo attraverso la trasparenza è possibile combattere la corruzione e rilanciare la competitività del Paese - ha sottolineato Valsecchi. Ancora oggi, purtroppo, la responsabilità dell’opera  è frammentata tra una pluralità di soggetti. Seppur sia significativo avere individuato il responsabile del procedimento dei lavori, risulta altrettanto importante indicare il soggetto responsabile di ogni singolo passaggio dell’opera appaltata. Il tutto utilizzando la digitalizzazione dei dati che vanno messi a disposizione della collettività”.
 
La normativa in materia di prevenzione della corruzione e trasparenza amministrativa (Legge 190/2012 e Dlgs 33/2013), del resto, fornisce ai cittadini gli strumenti per agire. “Non va dimenticato, però, - ha spiegato Valsecchi - che prima dei diritti vengono i doveri come quelli dettati dalla deontologia professionale, ma anche dalla competenza e dalla conoscenza”.
 
A livello legislativo, bisogna, tuttavia, accelerare l’applicazione della direttiva europea del 2003 sulla trasparenza, “Riutilizzo dell’informazione nel settore pubblico”, recepita in Italia con il decreto legislativo 36/2006”, questo il monito emerso nel corso del convegno. Concetti condivisi anche con il sottosegretario di Stato alla Giustizia, Cosimo Maria Ferri. L’innovazione digitale, dunque, protagonista di una decisa spinta tecnologica volta a far crescere il Paese nel segno di una maggiore trasparenza e della lotta alla corruzione. 
  
Fonte: Ufficio stampa CNI
 

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Altri commenti
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Gigi

se ne accorgono solo dopo gli scandali!