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PROFESSIONE

Geometri in piazza contro l’aumento dei contributi minimi

di Alessandra Marra

Il 26 febbraio i “Geomobilitati” hanno manifestato anche contro l’aumento al 5% del contributo integrativo

Vedi Aggiornamento del 24/04/2015
  Commenti 11123
02/03/2015 – Il 26 febbraio scorso i Geometri Liberi Professionisti, riuniti sotto la denominazione di “Geomobilitati”, hanno manifestato a Roma contro l’innalzamento dei contributi minimi e l’aumento dal 4% al 5% del contributo integrativo.
 
Il gruppo di “Geomobilitati”, che ha riunito centinaia di Geometri (provenienti da quasi tutte le province) soprattutto grazie al web e ai social network, è sceso in piazza contro l’iniquita del sistema previdenziale e per la difesa della categoria, soprattutto in questo periodo di crisi.

Tra gli obiettivi dei Geomobilitati quello di “svegliare la coscienza dei Colleghi e far sì che la Categoria non rimanga inerte di fronte ai privilegi di casta e all’incapacità dei vertici nazionali di difendere i propri colleghi ed il loro futuro”.
 
La manifestazione si è concentrata in particolare sull’insostenibile scelta di aumentare i contributi minimi annuali assunta dai vertici della Cassa Italiana Previdenza Assistenza Geometri (C.I.P.A.G.) che aggrava la già precaria condizione della stragrande maggioranza dei Geometri Liberi Professionisti.

Infatti nel 2015 il contributo soggettivo minimo è passato a 2.750 euro dai 2.500 euro del 2014, e negli anni successivi avrà un progressivo aumento fino a 3.250 euro nel 2017.

Inoltre il CIPAG, dal 1 gennaio 2015 ha innalzato l’aliquota del contributo integrativo dal 4% al 5%; quindi dall’inizio dell’anno tutti gli incarichi da committenti privati devono indicare nelle fatture professionali l'aliquota del contributo integrativo al 5%; tale aumento però non si applica per le prestazioni professionali effettuate alle Pubbliche Amministrazioni, per le quali rimane in vigore l’aliquota del 4%.
  
Anche Federgeometri ha aderito e promosso la manifestazione, sollecitando i propri iscritti a partecipare, ponendo l’accento sulla insostenibilità dei contributi annuali minimi e dell’innalzamento dal 4 al 5 % del contributo Cassa Nazionale dei Geometri e dei Geometri Laureati.
 
“Chiediamo una spending review della Cassa, nei suoi aspetti rappresentativi nazionali – dichiara il presidente nazionale di Federgeometri, Mario D’Onofrio – e la necessità di una cura dimagrante quantitativa ed economica alla luce delle attuali situazioni di notevole disagio dei geometri e geometri laureati, liberi professionisti”. Nel contempo Federgeometri chiede a favore dei Geometri e Geometri Laureati un sostegno economico diretto o indiretto con provvidenze per tutti gli iscritti in generale e per i giovani in particolare.

Nel corso della manifestazione una Delegazione di undici Geometri, provenienti dalle diverse aree geografiche del Paese, è stata ricevuta presso la sede della CIPAG dai massimi rappresentanti nazionali della categoria, tra cui il Presidente del C.N.G.e G.L., Maurizio Savoncelli ed il Consigliere Serafino Frisullo, il Presidente della C.I.P.A.G., Fausto Amadasi, il Vice Presidente, Diego Buono ed il Consigliere Renato Ferrari, nonchè il Direttore, Franco Minucci.

Durante tale incontro la delegazione ha consegnato ai vertici nazionali un Documento unitario, contenente alcune proposte per la difesa ed il sostegno della Categoria e la petizione online corredata da oltre mille firme.
 
Secondo quanto riferito dai “Geomobilitati” i due Presidenti, restando fermi nelle proprie determinazioni, si sono tuttavia presi l'impegno di valutare le proposte pervenute e formalizzate e di riscontrarle nelle sedi proprie istituzionali.



 

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Altri commenti
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Giuseppe

Complimenti ai geometri!!! Almeno voi avete il coraggio di protestare ingegneri e architetti si lamentano di tutto ma stanno nel silenzio più totale, i problemi dei geometri sono anche di tutti i tecnici Italiani, ma nessuno si mobilita!! Solo chiacchiere e pagine Facebook inutili, unicamente messe online per fare la pubblicità a qualche tecnico altrimenti sconosciuto.