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PROFESSIONE

Servizi di architettura e ingegneria, dall’Anac le nuove linee guida

di Rossella Calabrese
Commenti 15578

Le PA devono rispettare il DM Parametri bis e selezionare progetti di qualità con il criterio dell’offerta economicamente più vantaggiosa

Vedi Aggiornamento del 31/03/2016
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11/03/2015 - Arriva dall’Autorità Nazionale Anticorruzione (Anac) un supporto per aiutare le Amministrazioni pubbliche ad affidare correttamente gli incarichi di progettazione.
 
L’Anac ha infatti emanato le nuove Linee guida per l’affidamento dei servizi attinenti all’architettura e all’ingegneria (Determinazione 4/2015), aggiornando le precedenti (Determinazione 5/2010).
 
Le nuove Linee guida tengono conto delle criticità segnalate dagli operatori del settore nel corso della consultazione pubblica del 2014, oltre che delle modifiche al sistema per la determinazione dei compensi da porre a base di gara introdotte dal decreto Parametri bis (DM 143/2013).
 
Il documento, anche alla luce degli orientamenti contenuti nelle Direttive Europee attualmente in fase di recepimento - spiega l’Anac -, affronta alcuni aspetti critici, ed in particolare quelli relativi alle difficoltà di accesso al mercato da parte dei giovani professionisti e degli studi di minore dimensione, collegate ad alcune norme particolarmente restrittive, previste dal Dpr 207 del 10 dicembre 2010, in materia di fatturato ed organico minimo necessari per la partecipazione alle procedure di gara, e al fenomeno dei ribassi eccessivi.
 
Nelle Linee guida, l’Autorità ha evidenziato la necessità che le procedure siano tese a selezionare progetti di qualità, mediante l’applicazione del criterio dell’offerta economicamente più vantaggiosa - da considerarsi il sistema di riferimento per l’affidamento dei servizi di ingegneria ed architettura - ed il rispetto dei parametri fissati nel citato decreto ministeriale.
 
Nelle Linee guida, l’Anac chiarisce che, una volta stabilite la classe e la categoria di appartenenza dei servizi da affidare, sono necessarie tre operazioni:
1.  la determinazione del corrispettivo da porre a base di gara;
2. la determinazione dei requisiti di carattere speciale che devono possedere i concorrenti per poter partecipare alla gara;
3. la specificazione - nel caso la gara si svolga mediante il criterio dell’offerta economicamente più vantaggiosa - del contenuto dell’offerta da presentare, ai fini della dimostrazione della professionalità e della adeguatezza dell’offerta.
 
Sul primo punto l’indicazione è chiara: le stazioni appaltanti devono rispettare il decreto Parametri bis e riportare nella documentazione di gara il procedimento adottato per il calcolo dei compensi posti a base di gara.
 
Quanto ai requisiti di fatturato da richiedere ai partecipanti, nel caso di incarichi di importo superiore a 100.000 euro, l’Anac considera congruo fissare un fatturato in misura pari al doppio dell’importo a base di gara, indicazione coerente con la nuova Direttiva 2014/24/UE sugli appalti pubblici.
 
Per quanto riguarda invece i requisiti relativi al personale, l’Anac spiega che, per i soggetti organizzati in forma societaria (società di professionisti e società di ingegneria) va considerato l’organico medio annuo negli ultimi tre anni.
 
Per i liberi professionisti invece, il requisito va inteso come possesso delle unità minime stimate nel bando. I liberi professionisti potranno raggiungere il numero di unità fissate nel bando di gara mediante la costituzione di un raggruppamento temporaneo di professionisti.

Per gli affidamenti superiori a 100.000 euro, il criterio più idoneo a garantire una corretta valutazione della qualità delle prestazioni offerte dagli operatori economici - afferma l’Anac - è quello dell’offerta economicamente più vantaggiosa.
 
Nei paragrafi successivi, viene spiegata in modo dettagliato l’applicazione di questo criterio: la fissazione della soglia e la formula per il prezzo, gli elementi di valutazione e i criteri motivazionali. Seguono indicazioni sulla verifica e sulla validazione della progettazione e sui soggetti abilitati a effettuarle. L’ultimo capitolo è dedicato all’affidamento dei concorsi di progettazione e di idee.

I commenti alle nuove Linee guida
“È sicuramente un segnale positivo per i progettisti italiani lo sforzo dell’Anac teso a riportare l’attenzione sulla qualità dell’offerta e della professionalità in luogo dei meri requisiti economici e di consistenza dello studio professionale. Recependo numerose osservazioni del Consiglio Nazionale degli Architetti, Pianificatori, Paesaggisti e Conservatori e della Rete delle Professioni Tecniche, l’Autorità ha, di fatto, segnato un importante passo nella direzione di privilegiare l’apertura del mercato della progettazione, la sua trasparenza e competitività, nonchè la possibilità di valorizzare i giovani talenti”.
 
È questo il primo commento degli architetti italiani che esprimono apprezzamento per l’importante lavoro svolto dall’Anac. “Non vi è alcun dubbio che il quadro di riferimento sia ancora molto complesso e caratterizzato dalla pessima legislazione vigente, così come che vi sia l’urgenza e di una riforma a tutto campo della normativa del settore dei lavori pubblici” - aggiunge il Cnappc.

Il bando del Comune di Cesenatico
È di pochi giorni fa la dura presa di posizione del Consiglio Nazionale Ingegneri sul bando del Comune di Cesenatico per l’“affidamento dell’incarico di Coordinatore della sicurezza in fase di esecuzione dei lavori di recupero antico lavatoio” che prevedeva un importo di poco più di 13.000 euro ed è stato aggiudicato con un ribasso del 97% (350,00 euro).
 
“Casi del genere - ha commentato Armando Zambrano, Presidente del CNI - sono possibili grazie ad un’anomalia della normativa. Tutte le spese in materia di sicurezza nell’ambito dei lavori pubblici sono escluse dal ribasso, proprio perché sulla sicurezza non si può ‘risparmiare’, dovendo garantire la massima attenzione e qualità. Eppure tra queste spese non sono contemplate quelle per il coordinatore per la sicurezza, appaltate sempre con il criterio del prezzo più basso e con ribassi che spesso raggiungono soglie vergognose, come quella del Comune di Cesenatico”.
 
Gli esperti del CNI sottolineano che aggiudicare il contratto al concorrente che abbia offerto il ‘prezzo più basso’ non sempre risponde all’interesse del committente, soprattutto laddove l’offerta risulti anomala. L’ordinamento dei Contratti pubblici obbliga l’amministrazione aggiudicatrice a valutare se un’offerta presenti sospetti di anomalia, procedendo alla verifica di attendibilità. L’affidamento degli incarichi di progettazione non è esente dall’applicazione di tali criteri. Secondo gli ingegneri, davanti ad un’offerta di 350 euro (a fronte dei circa 13mila euro della base d’asta), l’amministrazione avrebbe dovuto immediatamente riconoscere la natura di ‘prezzo fuori mercato’ piuttosto che di ‘miglior prezzo di mercato’. “L’aggiudicazione è illegittima - conclude il Presidente del CNI - e abbiamo provveduto a segnalarla all’Anac”.
 
 

 
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Altri commenti
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Ippolito Abelli

Secondo me il criterio del massimo ribasso è demenziale. Bene ha fatto il Presidente Zambrano a denunciarne un'altra anomalia. Non sarebbe molto più ragionevole adottare il CRITERIO DEL MINIMO RIALZO, partendo da una base d'asta fissata dalla PA con un prezzo minimo di mercato? Altrimenti a cosa servono i vari Prezziari delle Camere di Commercio ? Sarebbe interessante sapere cosa ne pensano i Professionisti e le Imprese. E' ora di cambiare!


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