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LAVORI PUBBLICI

Via libera a ‘Cantieri in Comune’: 137 opere per 200 milioni di euro

di Rossella Calabrese

Finanziati dal CIPE i progetti segnalati dai sindaci a Matteo Renzi. Appalti entro il 30 aprile, cantieri entro il 30 agosto

Vedi Aggiornamento del 21/11/2017
13/04/2015 - Il CIPE ha approvato ‘Cantieri in Comune’, il piano delle opere pubbliche che i sindaci hanno segnalato al Presidente del Consiglio Matteo Renzi. Sono stati accolti tutti i 137 progetti appaltabili entro il 30 aprile 2015 e cantierabili entro il 30 agosto 2015, per 200 milioni di euro.
 
Lo ha annunciato venerdì il Ministro delle Infrastrutture Graziano Delrio, nella conferenza stampa al termine della riunione del CIPE. Vedi la bozza della Delibera

Il CIPE ha approvato l’elenco dei Comuni da finanziare e ha disposto il relativo finanziamento. Il Ministero delle infrastrutture e dei trasporti, con cui i Comuni firmeranno apposito disciplinare, provvederà a gestire i trasferimenti delle risorse.

Delle 137 opere in questione, 27 sono nel nord-ovest, 9 nel nord-est, 20 nel centro, 61 nel sud e 20 nelle isole. Il 36% del valore delle opere da completare riguarda strutture per il turismo e il tempo libero, il 19% edifici scolastici, il 16% infrastrutture per la mobilità e il trasporto, l’8% impianti sportivi, il 7% edifici pubblici, il 6% strutture sociali e assistenziali, il 5% reti idriche e di regimazione delle acque, il 2% opere di messa in sicurezza del territorio e l’1% reti per la distribuzione del gas. VEDI SLIDES
 
“Per dare impulso a una serie di piccoli/medi investimenti sul territorio a impatto immediato sulla domanda e la crescita locali - ha spiegato il Ministro -, il Governo ha stanziato nell’ultimo anno 750 milioni di euro: 200 per i ‘Cantieri in Comune’, 100 per nuove opere, 100 per le opere dei provveditorati interregionali, 100 per l’ampliamento della graduatoria del Piano 6000 Campanili, 250 in deroga al patto di stabilità 2014 che sono già stati riconosciuti”.
 
“Con le assegnazioni di oggi - ha aggiunto Delrio - diamo conto di tutte le richieste che avevano le caratteristiche di appaltabilità e cantierabilità. Per questo i Comuni pronti a partire da oggi possono partire, anzi devono partire alla svelta”.
 

L’iter di ‘Cantieri in Comune’

Il 2 giugno 2014, il Presidente del Consiglio Matteo Renzi ha invitato i sindaci segnalare progetti pubblici i cui procedimenti e cantieri erano, a diverso titolo, bloccati.
 
Nelle due settimane successive, oltre 1.650 sindaci hanno risposto all’invito del Presidente Renzi segnalando via mail circa 3300 interventi di diversa natura.
 
A settembre 2014, con l’approvazione del decreto Sblocca Italia, è stata definita la platea degli interventi finanziabili, stabilendo due criteri: appaltabilità entro il 30 aprile 2015; cantierabilità entro il 31 agosto 2015.
 
Nei tre mesi successivi il Dipartimento per la programmazione e il coordinamento della politica economica (DIPE) ha analizzato tutte le segnalazioni inviate e ne ha estratto un archivio che, sia pur con contenuti complessi ed eterogenei, ha rappresentato le esigenze dei territori.
 
Nel febbraio 2015 il DIPE, con una lettera inviata ai sindaci interessati, ha avviato l’azione ‘Cantieri in Comune’ per effettuare una puntuale ricognizione delle opere finanziabili. I sindaci sono stati invitati a trasmettere i dati relativi a un solo intervento per Comune, ritenuto prioritario o di interesse strategico, specificandone, tra l’altro, la natura, le caratteristiche, il rispetto di almeno uno dei requisiti di appaltabilità e cantierabilità e le relative date previste, il costo stimato, le risorse già disponibili e l’ulteriore fabbisogno.
 
A seguito della ricognizione, sono state individuate, ai sensi dell’art. 3 commi 2 e 3 del decreto Sblocca Italia, tre aree di intervento:
1. Comuni che hanno richiesto una attenuazione dei vincoli del Patto di Stabilità (come già disposto con il DPCM 28 ottobre 2014) - vedi elenco;
2. Comuni che hanno richiesto il finanziamento di “nuovi interventi” - vedi elenco;
3. Comuni che hanno chiesto risorse per completare un intervento già avviato.
  
 

 
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