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Il débat public sulle opere strategiche arriva anche in Italia

di Paola Mammarella

In Senato il ddl per il coinvolgimento delle comunità nella realizzazione delle grandi infrastrutture

Vedi Aggiornamento del 15/12/2017
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27/04/2015 – Favorire il confronto con le comunità coinvolte nella realizzazione delle infrastrutture. Lo propone il disegno di legge sul debàt public, all’esame delle Commissioni Lavori Pubblici e Ambiente del Senato.
 

Débat public

Il dibattito pubblico è una fase della realizzazione delle infrastrutture di interesse strategico che permette ai cittadini di informarsi e di esprimere il loro punto di vista sull'integrazione e sulle conseguenze dei progetti. Il sistema è sviluppato in Francia e in altri Paesi europei e dato che in Italia si registrano continui ritardi e contenziosi nella realizzazione delle opere pubbliche il disegno di legge propone di inserire questo strumento nell’ordinamento italiano anche al fine di non far aumentare troppo il costo delle opere.
 

Applicazione del débat public

In base al ddl, le procedure di consultazione dovrebbero essere limitate ai casi di realizzazione delle infrastrutture di rilevanza strategica nazionale o un significativo impatto ambientale. Sono da considerare di rilevanza strategica nazionale le opere indicate dall’articolo 161 comma 1 del Codice Appalti. Sono opere con forte rilevanza socioeconomica o impatto significativo quelle che prevedono la VIA obbligatoria o il cui valore di investimento sia pari o superiore a 100 milioni di euro e che riguardano un bacino di utenza non inferiore a 250 mila abitanti.

Si tratta della realizzazione di autostrade o di superstrade, linee ferroviarie, vie di navigazione, adeguamento dei canali esistenti alle dimensioni dei natanti di tonnellaggio elevato, potenziamento di infrastrutture delle piste di aerodromi, potenziamento di infrastrutture portuali, realizzazione di linee elettriche, gasdotti, oleodotti, depositi di scorie nucleari, dighe idroelettriche o di ritenuta, stabilimenti e impianti culturali, sportivi, scientifici, turistici, impianti di trattamento, stoccaggio e smaltimento rifiuti, discariche e termovalorizzatori.
 
Per gli interventi di importo inferiore e che coinvolgono un minore bacino di utenza, la Commissione nazionale di garanzia per il dibattito pubblico avvierà il procedimento di dibattito pubblico su proposta alternativamente del proponente dell’intervento, del Consiglio Regionale, di almeno cinquanta membri della Camera dei deputati o venticinque membri del Senato, di 250 mila elettori residenti in un’area coinvolta dal progetto.
 
Se gli interventi devono essere realizzati su isole con non più di 35 mila abitanti o nei comuni di alta montagna, sarà sufficiente che la richiesta sia presentata da almeno un terzo degli abitanti.
 

Funzionamento del débat public

180 giorni prima della presentazione della domanda di autorizzazione, il proponente trasmetterà alla Commissione nazionale una comunicazione contenente l’indicazione degli obiettivi e delle caratteristiche principali dell’intervento, la sua localizzazione, gli impatti ambientali, i tempi e i costi di realizzazione, gli eventuali benefici per il territorio sul piano ambientale, territoriale, occupazionale e sociale. 
 
Se l’avvio del dibattito pubblico è richiesto per un’opera già dotata di progetto preliminare, il procedimento sarà avviato prima della convocazione della conferenza di servizi. Il dibattito pubblico non potrà essere invece avviato su opere infrastrutturali dotate di progettazione, già approvata, di livello di approfondimento superiore al preliminare.
 
Nel caso in cui la Commissione nazionale ravvisi un interesse nazionale del progetto, entro 30 giorni dal ricevimento della comunicazione delibererà l’avvio del dibattito pubblico e nominnerà un referente. La Commissione potrà chiedere una sola volta dei chiarimenti tecnici. In questo caso i termini slitteranno di 30 giorni.
 
La Commissione indicherà con delibera le fasi e la durata del dibattito pubblico, che non potrà essere superiore a sei mesi, salvo alcune proroghe che possono ritenersi necessarie, ma che complessivamente non potranno superare i tre mesi. Al termine della procedura, la Commissione approverà un rapporto conclusivo.
 
Nel caso in cui il proponente dichiari di voler effettuare delle modifiche al progetto sulla base degli esiti del dibattito pubblico, inizierà una procedura accelerata, con tempi dimezzati per l’acquisizione di autorizzazioni, nulla osta e concessioni.

Ricordiamo che un sistema simile al dèbat public è contenuto anche nel disegno di legge per la riforma del Codice Appalti. Anche in questo caso l'obiettivo è il coinvolgimento della popolazione nella fase di progettazione delle opere strategiche e non solo in quelle successive della realizzazione in modo da poter formalizzare eventuali obiezioni senza generare ritardi, contenziosi e incremento dei costi.


 

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