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NORMATIVA

Interventi su edifici storici: il vincolo grava su tutto il fabbricato

di Paola Mammarella

CdS: anche se i lavori riguardano cortili non visibili o parti di minore pregio è necessaria l’autorizzazione

Vedi Aggiornamento del 25/06/2015
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27/04/2015 – Quando si intende realizzare un intervento su un palazzo storico bisogna considerare che il vincolo comprende tutto l’edificio nel suo complesso. Lo ha spiegato il Consiglio di Stato con la sentenza 1942/2015.
 
Nel caso esaminato dal CdS, il titolare di un esercizio commerciale, posto al piano terra di un palazzo storico di proprietà del Comune, aveva realizzato una copertura metallica nel cortile e installato una unità esterna per il condizionamento dell’aria su un muro che, anche se non era di pertinenza del palazzo, si trovava nella colonna d’aria del cortile.
 
Dal momento che gli interventi erano stati eseguiti senza le autorizzazioni previste dal Codice dei beni culturali (D.lgs. 42/2004), era stata ordinata la rimozione delle opere e il ripristino dello stato dei luoghi.
 
I responsabili avevano quindi presentato ricorso affermando che il cortile non era vincolato come il palazzo né visibile all’esterno e che i lavori erano già stati concordati col Comune.
 
I giudici hanno respinto il ricorso spiegando che in realtà dalle planimetrie catastali emergeva l’appartenenza del cortile al palazzo e quindi il suo inserimento nell’area vincolata.
 
Per chiarire ulteriori dubbi il CdS ha affermato che i palazzi storici, anche se formati da successive stratificazioni e addizioni, devono intendersi vincolati nel loro complesso, a prescindere dal maggiore o minore pregio storico delle loro singole parti. Il vincolo, infatti, tutela il valore testimoniale dell’unità complessiva del manufatto e perderebbe significato se fossero consentiti gli interventi.
 
Il Consiglio di Stato non ha ritenuto rilevante che i lavori fossero già stati concordati col proprietario (il Comune) in sede di stipula del contratto di locazione perché gli interessati avrebbero dovuto comunque acquisire l’autorizzazione prevista dal Codice dei beni culturali.
 
I giudici hanno infine chiarito che la visibilità del cortile può incidere sulla tutela dei beni paesaggistici, ma non su quella dei beni culturali.

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