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NORMATIVA

La Riforma del Catasto sarà pronta entro settembre 2015

di Paola Mammarella
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Dal Governo il cronoprogramma delle riforme. Altri cinque mesi per determinare il valore degli immobili sulla base della superficie e non dei vani

Vedi Aggiornamento del 19/12/2016
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09/04/2015 – Sarà varato entro settembre 2015 il decreto che ridefinirà i valori catastali in attuazione della Delega Fiscale. Lo ha annunciato il Governo, che durante l’ultimo Consiglio dei Ministri ha illustrato il cronoprogramma delle riforme avviate e in fase di definizione.
 
Come ricordato dall’Esecutivo nel documento sul piano delle riforme presentato in CdM, con la revisione del Catasto saranno corretti i problemi di equità riscontrati nel sistema di imposizione sugli immobili allineando i valori catastali ai valori economici reali.
 
Gli immobili non saranno più raggruppati in categorie e classi, ma ci saranno solo due tipologie di fabbricati: quelli ordinari e quelli speciali. Gli appartamenti saranno inseriti tutti nella categoria ordinaria O/1, mentre ville, immobili signorili e artistici avranno una regolamentazione diversa.
 
Per consentire una valutazione più oggettiva, il valore degli immobili sarà determinato dalla superficie e non più dai vani. A ogni unità immobiliare sarà attribuita una rendita e un valore patrimoniale.
 
Per gli immobili ordinari, dopo aver rilevato la superficie, le rendite e i valori patrimoniali saranno determinati applicando apposite funzioni statistiche che mettano in relazione il reddito e il valore medio ordinario di mercato con le caratteristiche dell’immobile e gli altri fattori in grado di
aumentarne o diminuirne il valore complessivo, come ad esempio la sua posizione.
 
Nel caso dei fabbricati speciali si procederà mediante stima diretta, mentre le rendite saranno calcolate applicando saggi di redditività media ai valori patrimoniali.
 
Una revisione generale degli estimi potrà essere effettuata ogni dieci anni e con cadenza quinquennale saranno adottati coefficienti di adeguamento.
 
Ricordiamo che una prima bozza di decreto sulla revisione del sistema estimativo è stata varata lo scorso dicembre e ha previsto da una parte la possibilità che l’Agenzia delle Entrate invii ai proprietari degli immobili dei questionari per la trasmissione dei dati in loro possesso e dall’altra che possa stipulare convenzioni con ordini e collegi professionali per effettuare i sopralluoghi e le rilevazioni necessarie.
 
Il primo passo nel processo di riforma è stato compiuto con l’approvazione del decreto sul funzionamento delle commissioni censuarie che dovranno insediarsi entro novembre 2015. Le commissioni censuarie locali saranno 103, cui se ne aggiunge una centrale con sede a Roma e funzione di supervisore.
 
Alle Commissioni censuarie locali spetta il compito di validare le funzioni statistiche determinate dall’Agenzia delle Entrate, che devono esprimere la relazione tra il valore di mercato, la localizzazione e le caratteristiche edilizie dei beni per ciascuna destinazione catastale e per ciascun ambito territoriale, anche all’interno di uno stesso comune.
 
La Commissione censuaria centrale decide sui ricorsi dell’Agenzia delle Entrate e dei Comuni
contro le decisioni delle commissioni censuarie locali ed esercita poteri sostitutivi nel caso in cui le commissioni locali non provvedano alla validazione delle funzioni statistiche.
 
Sia le commissioni censuarie locali che quella centrale sono articolate in tre sezioni: una competente in materia di catasto dei terreni, una competente in materia di catasto urbano e
un’altra specializzata in materia di revisione del sistema estimativo del catasto dei fabbricati.


 
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