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Superbonus 110%, ecco il Decreto Requisiti Tecnici
NORMATIVA Superbonus 110%, ecco il Decreto Requisiti Tecnici
PROFESSIONE

Riforma professioni, CNI: ‘ci siamo sempre impegnati a farla rispettare’

di Alessandra Marra

Bocciato il ricorso degli Agrotecnici: gli Ordini non tutelano gli iscritti ma i loro clienti

Vedi Aggiornamento del 01/02/2016
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27/04/2015 – Il Consiglio Nazionale degli Ingegneri, in una recente circolare, ha sottolineato di non essersi mai opposto al decreto sulla riforma degli ordini professionali, ma di essersi impegnato fin da subito ad applicarlo con le modalità più consone nell’interesse degli iscritti agli ordini e della collettività.

Questa la sostanza della nota degli Ingegneri in risposta al Collegio Nazionale degli Agrotecnici e degli Agrotecnici laureati che aveva evidenziato di essere stato l’unico Albo professionale a battersi fino in fondo per far abolire il DPR 137/2012 (Riforma delle professioni) mentre gli altri ordini erano “rimasti a guardare alla finestra”.

La polemica degli Agrotecnici è nata dalla recente sentenza 1685/2015 del Consiglio di Stato che ha confermato la legittimità dei contenuti della Riforma degli ordinamenti professionali, bocciando definitivamente il ricorso degli Agrotecnici .

Gli Agrotecnici hanno dichiarato di "essersi battuti utilizzando tutti gli strumenti previsti dall’ordinamento democratico per eliminare una disposizione ritenuta ingiusta e negativa"; infatti avevano lamentato la lesività del decreto per la categoria professionale, nella parte relativa a tirocinio professionale, formazione continua e procedimenti disciplinari.


Cosa prevede la riforma delle professioni

Il regolamento sancisce l’obbligo del tirocinio professionale, per le professioni per le quali è previsto, per un massimo 18 mesi. Può essere svolto presso enti pubblici e, per i primi sei mesi, in concomitanza con l’ultimo anno di Università, o contemporaneamente ad un impiego pubblico e privato.
  
Il decreto introduce la formazione continua obbligatoria; i corsi possono essere erogati da Ordini e Collegi e da altri soggetti e associazioni, previa autorizzazione dei Consigli Nazionali e parere vincolante del Ministero della Giustizia.

Infine la funzione disciplinare è affidata ai Consigli di disciplina, i cui componenti - che non possono far parte del Consiglio dell’Ordine o del Collegio - sono nominati dal Presidente del Tribunale che sceglie da una rosa di nomi proposti dal Consiglio dell’Ordine sulla base di criteri che saranno definiti entro 90 giorni da apposito Regolamento.
 

Il ricorso degli agrotecnici contro il DPR 137/2012

Per gli agrotecnici il provvedimento vanifica gli obiettivi di “liberalizzazione” della riforma con l’introduzione dell’obbligo per i Consigli e i Collegi degli ordini professionali di richiedere e ottenere il parere vincolante del Ministero della Giustizia nell’ambito della disciplina relativa al tirocinio professionale, alla formazione continua e ai procedimenti disciplinari.
 
Secondo il Collegio il giudizio negativo sul provvedimento è ampiamente condiviso dai liberi professionisti di tutti gli Albi, che devono fare i conti con tutti gli obblighi imposti dal DPR. 
 

La sentenza del Consiglio di Stato

Nel respingere l’appello il Consiglio di Stato ha ribadito la legittimità del potere di vigilanza attribuito al Ministero della Giustizia nei confronti delle associazioni rappresentative delle professioni sull’accertamento dei requisiti per l’iscrizione negli albi e sul potere disciplinare sugli iscritti.
 
Infatti la sentenza ha affermato che l’obbligo di ottenere il parere del Ministero in relazione ad aspetti chiave della disciplina professionale appare coerente con le “finalità di tutela generalizzata approntata dal legislatore ai soggetti terzi che si rapportano con le categorie professionali, escludendo una regolamentazione autoreferenziale di tali profili qualitativi”.
 
Alla luce di quanto affermato dal CdS si evince che la funzione degli ordini non sia tutelare gli iscritti ma i soggetti terzi che si rapportano con loro, controllando che i professionisti iscritti rispettino ed applichino la normativa. 
 
Roberto Orlandi, Presidente del Collegio Nazionale degli Agrotecnici e degli Agrotecnici laureati ha così commentato la sentenza: “La circostanza di vedere giudiziariamente confermato il DPR 137/2012 non lo fa per questo diventare un buon provvedimento; a nostro avviso esso resta un provvedimento negativo, fortemente penalizzante per i giovani professionisti (costretti addirittura, in determinati casi, a dover ripetere il tirocinio professionale), penalizzante per chi è già iscritto nell’Albo (gravato di ulteriori costi, spese ed obblighi per continuare a svolgere la professione), mortificanti per i Consigli Nazionale degli Ordini e Collegi professionali (trattati alla stregua di soggetti incapaci od inaffidabili).”


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