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SICUREZZA

Coordinatore per la sicurezza, ecco le linee guida degli Ingegneri

di Alessandra Marra
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Gli Ordini dell’Emilia e della Toscana indicano i comportamenti da assumere nella fase di esecuzione lavori

Vedi Aggiornamento del 09/03/2016
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09/04/2015 – Il ruolo e i comportamenti che il coordinatore della sicurezza in fase d’esecuzione deve avere in cantiere: dalle indicazioni sulla frequenza dei sopralluoghi ai documenti da tenere sempre con sè.
 
Questi alcuni contenuti delle "Linee guida per il coordinatore della sicurezza in fase di esecuzione dei lavori", elaborate dagli Ordini degli Ingegneri dell’Emilia Romagna e della Toscana, con la collaborazione delle ASL delle due Regioni coinvolte.
 
Nelle premesse del documento viene specificato che la funzione del Coordinatore della Sicurezza in fase esecutiva (CSE) è di “alta” vigilanza in termini di coordinamento delle imprese, tuttavia tale compito non implica una costante e continua presenza in cantiere col compito di controllo delle singole lavorazioni in atto.
 
Infatti la vigilanza “operativa”, puntuale, continua e stringente, è di competenza del datore di lavoro e delle figure operative da lui delegate quali il dirigente ed il preposto. Di conseguenza le omissioni derivanti dagli accadimenti estemporanei che scaturiscono nel corso dello sviluppo dei lavori non rientrano nella sfera di controllo del CSE, ad eccezione di quanto rilevabile direttamente da quest’ultimo nell’ambito delle visite e dei sopralluoghi effettuati presso il cantiere.
 
Le linee guida segnalano però le circostanze in cui è opportuna la presenza del CSE in cantiere come: all’ingresso in cantiere di ulteriori nuove imprese esecutrici e lavoratori autonomi; nelle successive macrofasi di lavoro; per motivate richieste da parte della committenza o altri soggetti incaricati; nei periodi a maggior rischio dovuto ad interferenze; per l'accadimento di incidenti/infortuni; per sostanziali modifiche dell’opera; per accadimento di eventi atmosferici di notevole intensità (venti di tempesta, piogge molto intense, abbondanti nevicate, ecc.
 
Inoltre è suggerito di “individuare fasi o momenti legati a specifiche lavorazioni sulla base del cronoprogramma in cui prevedere la presenza”. Il CSE può comunque avvalersi di collaboratori del proprio staff con adeguate capacità e formazione, mantenendo la piena e diretta responsabilità degli obblighi derivanti dall’incarico ricevuto.
 
Dopo le premesse la guida analizza le azioni concrete che il coordinatore per la sicurezza deve compiere. In particolare il CSE, ricevuti tutti i documenti, deve effettuare un sopralluogo, nel sito oggetto del cantiere, per verificare il riscontro della documentazione ricevuta, controllando che lo stato dei luoghi non abbia subito modificazioni dalla fine della progettazione. Successivamente dovrà redigere un verbale corredato da documentazione fotografica.
 
Il CSE quindi deve verificare l’idoneità tecnico professionale delle Imprese esecutrici e dei lavoratori autonomi e l’idoneità dei piani operativi di sicurezza (POS). Inoltre in caso di non idoneità dovrà provvedere a richiedere le integrazioni e le modifiche necessarie.
 
Dopo le opportune verifiche preliminari, è compito del CSE convocare una riunione di coordinamento con la presenza della direzione lavori, delle imprese affidatarie e dei lavoratori autonomi presenti in cantiere per discutere dei contenuti dei piani di sicurezza, della programmazione dell’attività esecutiva e delle figure preposte alle attività di pronto soccorso e gestione dell’emergenza. Alla fine dell’incontro redige il verbale e si assicura che tutti ne abbiano accettato i contenuti. Successivamente convoca ulteriori riunioni di coordinamento in base alle indicazioni contenute nel cronoprogramma.
 
Durante la fase operativa il CSE deve effettuare "frequenti sopralluoghi in cantiere con periodicità da determinare in funzione delle caratteristiche dell’opera (comunque in occasione delle fasi critiche della realizzazione dell’opera) e comunque, preferibilmente accompagnato dal capo cantiere e/o preposti delle Imprese opportunamente nominati, per verificare la corretta applicazioni, da parte delle Imprese esecutrici e dei lavoratori autonomi, delle disposizioni contenute nel PSC e la corretta applicazione delle relative procedure di lavoro”.
 
Al termine del sopralluogo redige il verbale sottoscritto dai presenti, nel quale indica esattamente quali sono le azioni da effettuare (e a carico di chi) per eliminare le eventuali inadempienze rilevate. Nel controllo successivo annoterà sul verbale l’esito del sopralluogo in riferimento alle azioni indicate e ( nel caso) le ulteriori disposizioni cui intende dar corso ai sensi della normativa vigente.
 
In corso d’opera il CSE deve aggiornare e, alla fine dei lavori, completare il “fascicolo”, e al termine dei lavori redigere il verbale di fine lavori di sua competenza e lo fa firmare al Committente e/o al Responsabile dei Lavori e all’Impresa affidataria. Tale verbale è da interpretare quale conclusione dell’incarico.

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