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AMBIENTE

Dissesto idrogeologico, in arrivo le linee guida attese da trent’anni

di Rossella Calabrese

Erasmo D’Angelis, Italiasicura: ‘stiamo spingendo le Regioni ad apporre vincoli di inedificabilità assoluta nelle aree più fragili’

Vedi Aggiornamento del 07/06/2016
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15/05/2015 - Sarà vietato cementificare o restringere le sponde fluviali e coprire i fiumi e i torrenti che hanno enormemente aumentato alluvioni e allagamenti. Saranno invece consentiti interventi, sia strutturali come casse di espansione o vasche di laminazione delle piene e canali scolmatori, sia nuove opere per riqualificare e rinaturalizzare tratti fluviali, ma sotto il controllo delle Autorità di Bacino.
 
Sono alcune delle linee guida essenziali per le 7153 opere previste dal Piano nazionale di prevenzione e contrasto al dissesto idrogeologico che - annuncia il Governo - arriveranno a breve, dopo un’attesa di trent’anni.
 

Gli investimenti contro il dissesto idrogeologico

Complessivamente, per l’intero territorio nazionale, nel periodo 2014-2020, è previsto un investimento di 9 miliardi di euro: 5 miliardi del Fondo Sviluppo e Coesione, 2 miliardi di cofinanziamento delle regionali e con fondi europei, e altri 2 miliardi sbloccati dalla struttura di missione dai fondi assegnati e non spesi negli ultimi 15 anni.
 
Il primo stralcio del Piano contro il dissesto idrogeologico 2014-2020 è stato presentato sei mesi fa: prevedeva oltre un miliardo di euro per 69 interventi per la sicurezza nelle dieci città metropolitane e in altre città delle regioni a statuto speciale (Roma, Milano, Napoli, Torino, Bari, Firenze, Bologna, Genova, Reggio Calabria, e per Cagliari, Messina, Palermo e Catania). Veniva annunciato un anticipo di finanziamento del Piano nazionale, chiesto alla Bei e sostenuto dalla garanzia dei 110 milioni di euro stanziati con il DL Sblocca Italia.
 
Qualche settimana dopo la presentazione del primo stralcio, le Regioni hanno presentato i 4.751 interventi per 14,7 miliardi di euro, con una scala di priorità definita dal livello di pericolosità e validata dalle Autorità di bacino e dalla Protezione Civile.
 

Le nuove linee guida

“È un lavoro urgente e necessario di aggiornamento della vecchia idraulica che raddrizzava e tombava corsi d’acqua innescando, come abbiamo visto da Genova a Messina, vere e proprie bombe ad orologeria” ha detto ieri Erasmo D’Angelis, capo struttura di missione #italiasicura.
 
“Le nuove linee guida saranno adottate per ogni intervento sulle aste fluviali, e stiamo spingendo tutte le Regioni ad apporre prima possibile vincoli e salvaguardie per l’inedificabilità assoluta nelle aree più fragili. Il Governo per la prima volta cambia pagina e sta investendo nel ciclo finanziario 2015-2020 circa 7 miliardi di euro e trasformando in cantiere gli oltre 2 miliardi recuperati dai fondi non spesi negli ultimi 15 anni contro frane, alluvioni ed erosione costiera”.
 
 Il lavoro di aggiornamento è coordinato dal direttore della struttura Mauro Grassi e da Gianvito Graziano, presidente del Consiglio nazionale dei Geologi. “È importante il contributo di tutti - ha spiegato Graziano - abbiamo bisogno di un quadro chiaro per le nuove progettazioni, con una forma più snella per un’applicazione più facile e con grande attenzione ai territori, alle nuove tecnologie, ai monitoraggi e alla valutazione del rischio, al piano delle manutenzioni, al quadro giuridico”.
 
Il lavoro proseguirà nei prossimi giorni. Le nuove linee guida saranno applicate per il 90% delle 7153 opere contro frane e alluvioni nelle regioni italiane, che risultano ancora da progettare. Per colmare questo clamoroso ritardo, tra i primi 700 milioni già stanziati dal Cipe per il piano città metropolitane, è stato attivato un fondo progettazioni per 100 milioni di euro.
 
Alla riunione hanno partecipato i vertici di ministeri, enti di ricerca e strutture titolari o impegnati nel lavoro contro il dissesto idrogeologico: dai Ministeri dell’Ambiente e Infrastrutture con il Consiglio superiore dei Lavori Pubblici alla Protezione Civile, da Ispra all’Associazione Consorzi di Bonifica, dal Centro italiano per riqualificazione fluviale al Consiglio nazionale delle ricerche.
 

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