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A Madrid la Fondazione Esther Koplowitz di Hans Abaton
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A Madrid la Fondazione Esther Koplowitz di Hans Abaton

di Cecilia Di Marzo

Casette multicolor per infondere speranza e ottimismo nei per bimbi con paralisi cerebrale

21/05/2015 - “Non è un progetto dei padri per i propri figli, ma della società per il futuro”. Esordiscono così i progettisti di Hans Abaton nel descrivere l'intervento per la Fondazione Esther Koplowitz a Madrid. Si tratta di una residenza, commissionata dalla Fondazione, per ospitare bambini con paralisi cerebrale. La sede originaria del centro occupava un edificio del 1950 appartenente a una colonia di case basse, ceduto dal comune di Madrid e situato vicino alle antiche strutture militari di "Campamento" nei pressi dell'autostrada di Extremadura. 

Riabilitato nel 1995, si trovava in una condizione inadeguata a rivestire una simile funzione. Con una richiesta di posti sempre crescente e, soprattutto, trattandosi dell'unica residenza specializzata nella provincia di Madrid, era necessario un ampliamento che rispettasse le condizioni ottimali per poter accogliere i bambini e che risolvesse tutte le carenze di spazio. 

Il progetto di ampliamento dell'edificio esistente ha previsto la nascita di una nuova area, in cui son situati i dormitori e le varie sale polivalenti, addossata alla facciata sud-est. In questo modo, le nuove stanze da letto sono state adattate alle necessità dei bambini (2 per ciascuna stanza) e il resto delle sale sono state dotate dei requisiti necessari. 

Al piano terra è stato creato un ambiente avente la forma di una “scatola di vetro” come spazio polivalente di stimolazione e al piano superiore vi sono le camere dei bambini in piccole casette colorate e trasparenti. In questa maniera si pretende che l'edificio sia riconoscibile, e sia uno spazio ben visibile all'interno del contesto in cui è situato. 

“Il progetto offre un'immagine ottimista e allegra nel suo insieme: un luogo che contiene in sé la speranza del miglioramento. Da un lato si è riusciti a integrare il progetto adattando la sua scala al quartiere di casette basse in cui è situato, dall'altro lato si conferisce una propria personalità a ciascuna camera con una gamma di colori con cui si ottiene unità e differenza allo stesso tempo. Al piano terra, una parete continua di vetro crea una finestra ininterrotta aperta al paesaggio. Al di sopra son situate le casette colorate, private e più tranquille, in cui si ottiene un nuovo orizzonte costruito con una grande finestra a nastro da cui i bambini possano contemplare l'esterno anche da seduti”.

© Riproduzione riservata

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