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Armani/Silos: inaugurato il nuovo museo dello stilista
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Armani/Silos: inaugurato il nuovo museo dello stilista

di Valentina Ieva

Tributo ai 40 anni di attività, l'intervento che mantiene la sagoma originaria dell’edificio

22/05/2015 - Lo scorso 30 aprile, in occasione dei suoi 40 anni di moda e di soddisfazioni, lo stilista Giorgio Armani ha inaugurato il museo Armani/Silos. Lo spazio, ubicato al al numero 40 di via Bergognone, è il risultato di un intervento di restauro e riqualificazione di un ex spazio industriale per la conservazione dei cereali.

Il progetto è stato voluto e seguito direttamente dallo stilista, che spiega: “ho scelto di chiamarlo silos perché lì venivano conservate le granaglie, materiale per vivere. e così, come il cibo, anche il vestire serve per vivere”.

In pochi mesi l'edificio, costruito negli anni Cinquanta, è stato trasformato in sede espositiva che traduce in architettura, semplice ma monumentale, il lavoro, l'estetica e lo stile di vita di Armani.

L’intervento ha mantenuto la curiosa sagoma originaria dell’edificio, la cui forma ricorda quella di un alveare, allusiva di quel dinamismo e quella essenzialità con cui l'attività dello stilista si è sempre distinta.

All’interno Armani/Silos è organizzato secondo uno schema distributivo a basilica con un ‘foro’ aperto a tripla altezza sul quale si affacciano due livelli di navate laterali. Soffitti dipinti di nero si oppongono ai pavimenti in cemento grigio, mostrando oltre alla struttura in ferro dei nuovi solai, tutti gli impianti elettrici, di riscaldamento e raffreddamento.

La mostra di apertura,articolata sui quattro piani dell'edificio, è un excursus sui 40 anni di lavoro dello stilista e comprende 600 abiti e 200 accessori, dal 1980 a oggi, selezionati secondo alcuni temi che hanno ispirato e che continuano a ispirare il lavoro creativo dello stilista, che dichiara:

“Allestire armani/silos, decidere che cosa esporre e con quali modalità, concentrarsi sui temi che meglio possono riassumere un pensiero e uno stile, mi ha aiutato a riflettere su 40 anni di lavoro, con passione ma anche con equilibrio. Perché la moda, che sembra vivere in un eterno presente, ha necessità di riflettere su se stessa e sulle proprie radici proprio per proiettarsi nel futuro, accompagnando e spesso anticipando i grandi mutamenti sociali. ricordarci come siamo stati ci aiuta a capire come potremo essere”.


 
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