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AZIENDE

Apre a Roma il nuovo store by Mas.Co.Metal a marchio Schüco

28/05/2015 - Apre un nuovo e importante punto vendita nella Capitale, lo STORE Roma Mascometal totalmente a marchio Schüco e nato dalla partnership tra Mascometal srl, presente nel Lazio dal 1957 e attiva nel settore dei serramenti in tutto il territorio nazionale, e il noto brand Schüco, che rappresenta il più alto livello di sistemi per infissi in alluminio nel mondo.

Già dal 1957 Mas.Co.Metal, ampliando le attività produttive e disponendo di macchinari moderni e di ampie strutture che si sviluppano su un’area complessiva di 6000 mq, propone un’immagine di azienda competitiva e leader di mercato, lavorando, in collaborazione con numerosi studi di architetti e ingegneri, per enti pubblici e privati, imprese, alberghi, concessionarie e ospedali.

Quello di oggi è, quindi, un nuovo progetto di sviluppo che sintetizza l’esperienza e la celebrità internazionale del marchio Schüco con l’artigianalità e la conoscenza della società Mas.Co.Metal: si tratta di un esempio dell’impegno di Schüco nel fare rete con i propri Partner, supportando e valorizzando le economie locali.

E’ nel quartiere Eur di Roma che prende vita questo nuovo spazio allestito su due piani: cinque grandi vetrate caratterizzano il piano su strada e permettono di apprezzare e visionare le numerose tipologie di infissi, così da poter individuare le soluzioni di arredo più utili alle esigenze della clientela; al piano inferiore un’area attrezzata che verrà dedicata alla progettazione e dove avranno luogo incontri/seminari e appuntamenti che periodicamente verranno organizzati per approfondire tematiche di settore.

In occasione dell’inaugurazione Mas.Co.Metal ha voluto organizzare all’interno del nuovo spazio espositivo la rassegna fotografica dal titolo ‘Una finestra su Roma..

Curata dell’Architetto Maria Grazia Perna, l’esposizione vuole essere un omaggio a Rino Barillari, il “Re dei paparazzi”, "Er King" nell’affettuoso appellativo con il quale è conosciuto anche oltre confine.

Arte e design si incontrano in uno spazio espositivo, apparentemente inusuale, che testimonia piuttosto la possibilità di fare cultura anche in ambienti che nascono per essere destinati al altri scopi e che, grazie a sinergie ragionate, contribuiscono a valorizzare e animare aree più periferiche della Capitale.

Cronista rigoroso dallo stile asciutto e versatile, curioso osservatore della realtà e delle sue contraddizioni, il più noto fotoreporter di tutti i tempi ha da poco festeggiato i settant’anni, oltre cinquanta dei quali trascorsi a fotografare star del jet set internazionale e non solo.

In mostra, in rapida successione cronologica, una ventina di foto circa, affiancate a un grande pannello illustrativo realizzato attraverso una raccolta di piccoli scatti e ritagli di giornale. Tutt’altro che casuale la scelta dei lavori, fatta dallo stesso fotografo, che spiega come quelle qui raccolte siano “le immagini più rappresentative della vita della Capitale”.

Sintetico eppure completo il percorso espositivo, che di quest’uomo, partito giovanissimo dal profondo Sud alla conquista della “Hollywood sul Tevere”, racconta – attraverso veloci flash - la vita avventurosa, l’intraprendenza e la determinazione, segnando un punto di riflessione in una carriera variegata che è andata sempre di pari passo con la storia del dopoguerra italiano.

Obiettivo della sua macchina fotografica, infatti, non solo attrici, attori e tanti protagonisti della "Dolce vita", ma anche i personaggi più importanti dell’ultimo mezzo secolo: dai Papi ai presidenti della Repubblica, dai premier italiani e stranieri ai protagonisti del mondo della finanza, della politica e della nobiltà romana. 

Dal ‘60 in poi la sua macchina fotografica registra anche gli episodi più salienti degli anni di piombo e del terrorismo, accadimenti efferati di cronaca nera, e poi ancora molti altri momenti che documentano in modo assolutamente inedito la società italiana nel periodo più difficile del dopoguerra. Coinvolto in diverse sparatorie, anche in occasione di rapine, rapimenti e attentati terroristici, Barillari continua a fare il suo lavoro perché, come ricorda lui stesso, “la guerra è guerra”. Tra i "colpi" giornalistici più sensazionali, per cui il Tempo diventa il quotidiano con il maggiore numero di lettori, l'assalto terroristico delle BR alla sede DC di piazza Nicosia, l'attentato palestinese all'aeroporto di Fiumicino, l'omicidio del giudice Minervini da parte degli estremisti di sinistra, i sequestri Paul Getty e Gianni Bulgari. Perché, come scrisse Achille Bonito Oliva, ”Dio Perdona, Barillari no”.

La mostra si protrarrà fino al 16 giugno 2015: dal martedì al sabato dalle 8.00 alle 13.00 e dalle 15.30 alle 20.00.
Lunedì mattina chiuso – aperto nel pomeriggio dalle 15.30 alle 20.00

Schüco Iternational Italia su Edilportale.com

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