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LAVORI PUBBLICI

Scuole, ecco l’assegnazione regione per regione delle risorse del Decreto Mutui

di Alessandra Marra
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Lo Stato garantirà per le Regioni che ristruttureranno gli edifici scolastici. I previsti 40 milioni di euro annui potrebbero diventare 50

Vedi Aggiornamento del 16/09/2015
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14/05/2015 – Il Ministero dell’Istruzione e della ricerca (MIUR) ha pubblicato la ripartizione regionale delle risorse , a valere sul Decreto Mutui, messe a disposizione dallo Stato per l'attivazione di mutui trentennali per la ristrutturazione degli edifici scolastici regionali.

Ma la situazione potrebbe già cambiare. Un emendamento al disegno di legge “La buona scuola”, approvato dalla Commissione Cultura della Camera, innalza da 40 a 50 milioni di euro annui i contributi da destinare al finanziamento dei mutui trentennali stipulati dalle Regioni per gli interventi straordinari di ristrutturazione, messa in sicurezza ed efficientamento energetico delle scuole pubbliche.
 
Non solo, perché un altro emendamento stanzia 4 milioni annui, a partire dal 2016, per finanziare i mutui necessari alla riqualificazione degli istituti di alta formazione artistica, musicale e coreutica di proprietà pubblica.
 

Decreto Mutui: ripartizione delle risorse

Nel decreto di ripartizione viene definita la rata di ammortamento annua prevista su base nazionale, che ammonta a 40 milioni di euro, a totale carico dello Stato, ed è ripartita su base regionale secondo la tabella del decreto.
 
Come si nota le regione destinatarie di maggiori risorse in quest'anno sono la Lombardia, con circa 5 milioni di euro, la Campania, con circa 4 milioni di euro e la Sicilia con circa 3 milioni e mezzo di euro.
 
Il MIUR ha specificato che per semplicità di comprensione “è stata moltiplicata la rata regionale per 30, ovvero per il numero di anni per i quali lo Stato corrisponderà la rata, mostrando, quindi, la somma attualizzata, comprensiva di interessi”. Per esempio la Lombradia per l'anno in corso ha una rata di ammortamento pari a 5.329.555,71 milioni di euro; per definirne la somma attualizzata comprensiva di interessi si è proceduto a moltiplicare quella del 2015 per 30 rate, ottenendo 159.886.671,30 milioni di euro totali.
 
Inoltre la struttura di missione sull'edilizia scolastica di Palazzo Chigi precisa che “la distinzione del montante regionale in quota interessi e quota capitale sarà verificata da ogni Regione una volta conclusa la gara per l’aggiudicazione del tasso di interesse, anche se la quota interesse è ipotizzabile intorno al 30% del valore della somma attualizzata”.
 
Il decreto con la ripartizione dei fondi per l’edilizia scolastica è “in corso di perfezionamento”, come si legge sulle sue pagine, prima della pubblicazione in Gazzetta Ufficiale.
 

Cosa prevede il Decreto Mutui per l’edilizia scolastica

Ricordiamo che il Decreto Mutui autorizza le Regioni a stipulare mutui trentennali per gli edifici scolastici con oneri di ammortamento a carico totale dello Stato.

In tal modo le Regioni potranno realizzare, con l’attivazione dei mutui, interventi straordinari di ristrutturazione, adeguamento antisismico ed efficientamento energetico di scuole pubbliche, palestre scolastiche, residenze per studenti universitari e immobili dell'Alta formazione artistica; sarà possibile anche procedere alla costruzione di nuovi edifici scolastici e alla creazione di nuovi impianti sportivi nelle scuole.

Il prossimo passo del MIUR sarà quindi quello di approvare, sulla base dei programmi presentati dalle Regioni, il Piano Nazionale per l’edilizia scolastica.

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