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MERCATI

Il mercato immobiliare non residenziale torna a crescere

di Alessandra Marra

Entrate-Assilea: nel 2014 aumentate del 3% le compravendite di negozi, uffici e capannoni. Bene anche il leasing per uffici

Vedi Aggiornamento del 11/04/2016
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29/05/2015 – Dopo sette anni in discesa il mercato immobiliare non residenziale italiano nel 2014 torna a salire con una crescita complessiva del +3%; il settore commerciale cresce del 5,7%, quello produttivo del 3,6%, mentre resta in discesa il mercato del terziario con un  -4,6%.  
 
Questi alcuni dati emersi dal Rapporto Immobiliare non residenziale 2015 realizzato dall’Osservatorio del mercato immobiliare dell’Agenzia delle Entrate in collaborazione con l’Associazione nazionale delle società di leasing, Assilea.

 
Immobiliare non residenziale: crescita moderata

L’agenzia mette in chiaro però che questi dati risentono degli effetti del nuovo regime per le imposte di registro, ipotecaria e catastale in vigore dal 1° gennaio 2014, che ha reso più conveniente rogitare gli acquisti, compiuti a fine 2013, nei primi mesi del 2014. Al netto dell’effetto fiscale, infatti, i settori commerciale, terziario e produttivo, registrano una crescita pari al +1,3%, più moderata rispetto al tasso osservato del +3%.
 
Complessivamente, la stima del valore di scambio delle tre tipologie non residenziali è pari a circa 12,6 miliardi di euro, in lieve crescita rispetto all’anno precedente. L’aumento registrato, di circa mezzo miliardo di euro, rappresenta un importante segno di recupero, nonostante siano ancora lontani i valori registrati nel 2008, quando la stima del valore dell’intero settore non residenziale era di circa 25 miliardi di euro.
 

Compravendite negozi e capannoni in salita

Positivi i segnali per il mercato dei negozi che nel 2014 ha registrato 22.271 compravendite, facendo un balzo in avanti di 5,4 punti percentuali. La crescita è stata più accentuata nelle regioni del Nord Ovest (+10,2%), seguite dal Sud (+5,3%), dal Nord Est (+4,1%) e dal Centro (+3,6%). Tra le grandi città, exploit di compravendite a Bologna (+54,2%), Verona (+21,2%) e Torino (+20,9%); il dato più negativo si è registrato a Catania con -38,8%.
 
Sul fronte delle quotazioni, la media rilevata è stata di 1.686 €/mq, in discesa del 3,9% rispetto all’anno precedente, con un calo a doppia cifra registrato per i negozi del Lazio (2.549 €/mq, -12,7%).
 
Anche per il mercato dei capannoni si è registrata una crescita del +3,6%  con circa 9.600 compravendite. A fare da traino al settore il Nord, che guadagna oltre 8 punti percentuali, mentre restano in negativo il Centro (-4,8%), il Sud (-3,9%) e le Isole (-19,6%). La Lombardia infatti si conferma anche nel 2014 la regione con la più alta intensità di mercato nel produttivo.
 
La quotazione media registrata è stata pari a 525 €/mq, in calo del -1,3% rispetto al 2013.

 
Compravendite di uffici ancora in discesa

Ancora dati negativi per il mercato degli uffici che, con 8.808 compravendite, perde il 5% rispetto al 2013. Il calo è in controtendenza rispetto agli altri settori infatti si è registrato maggiormente nelle aree del Centro (-14,4%) , del Nord Est (-6,5%), e nel Nord Ovest (-3,4%), mentre è in netta ripresa al Sud e nelle Isole (+4,5% e +4,9%).
 
La quotazione media è stata di 1.485 €/mq, in diminuzione del 2,2% rispetto al 2013.
 

Bene il leasing, per i professionisti e PMI

Anche nell’immobiliare non residenziale il leasing si conferma nella duplice veste di termometro della crescita degli investimenti produttivi e al contempo di propellente per la stessa ripresa, soprattutto delle PMI.  Infatti proprio le aziende maggiormente colpite dalla crisi economica sono riuscite a trovare una risposta alle proprie necessità di finanziamento di nuovi capannoni, magazzini o uffici.
 
Anche se confrontati con un inizio 2014 molto positivo, i dati del primo quadrimestre 2015 segnano un ulteriore + 3,2% in numero e + 2,5% in valore dello stipulato leasing. Le classificazioni della Banca Dati Centrale Rischi Assilea evidenziano, per gli immobili finanziati nel 2014, che il portafoglio è composto prevalentemente da immobili industriali (49,9% in valore e 49,5% nel numero). Si registra una diminuzione della quota di immobili commerciali, -1,5% in valore nel 2014 rispetto al 2013, per un valore assoluto che si attesta al 28,4%. In aumento la percentuale di alberghi e centri ricreativi, che raggiunge il 5,4% in valore.

Il rapporto segnala il buon andamento del leasing di immobili a uso ufficio, in controtendenza con il dato delle compravendite, che rappresenta il primo effetto dell’introduzione anche per i professionisti della possibilità di dedurre i canoni introdotta nel 2014. La quota dello stipulato registrato nel 2014 sfiora il 12% in valore, crescendo di 1,3 punti rispetto al all’anno precedente.
 
Assilea ha evidenziato che “per recuperare la contrazione dello stipulato immobiliare degli scorsi sei anni occorre un intervento legislativo a costo zero che vada a tipizzare il contratto di leasing, regolando il comportamento delle parti in caso di default, tutelando cliente e società di leasing, riducendo i costi dell’apparato giudiziario, ma soprattutto consentendo procedure più snelle per la rivendita dei beni, utili a smaltire le sofferenze accumulate nel recente passato. Nell’ottica di individuare strumenti innovativi per dare corpo alla ripresa economica si è posto infine il disegno di legge presentato dalla sen. Camilla Fabbri, per estendere i contratti di leasing alla prima casa per i giovani di età inferiore ai 35 anni e con un reddito massimo di 55.000 euro”.
 

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