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LAVORI PUBBLICI Subappalto con tetto al 40% e manutenzioni su progetto definitivo, tutto resta com’è
NORMATIVA

Condono in area vincolata, non sempre è richiesto il parere della Soprintendenza

di Paola Mammarella

Consiglio di Stato: il Comune può accertare in autonomia l’impossibilità di concedere il condono

Vedi Aggiornamento del 26/04/2016
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27/05/2015 – Se un edificio abusivo viene realizzato in area vincolata, il Comune non ha bisogno di interpellare la Soprintendenza prima di respingere la domanda di condono. Lo ha affermato il Consiglio di Stato con la sentenza 2518/2015.
 
I giudici hanno esaminato il caso di un soggetto che aveva realizzato un prefabbricato ad uso residenziale e in seguito aveva presentato domanda di permesso di costruire in sanatoria ai sensi della Legge 326/2003 (Terzo condono).
 
Il Comune aveva negato il condono dal momento che l’area su cui era stato realizzato il prefabbricato era sottoposta a vincolo idrogeologico e paesaggistico, ma l’interessato aveva presentato ricorso sostenendo che il Comune avrebbe dovuto interpellare la Soprintendenza.
 
In un primo momento il Tar aveva dato ragione al responsabile dell’abuso, ma il Consiglio di Stato ha invece spiegato che la sanatoria ai sensi del Terzo condono può essere concessa nelle aree vincolate solo per interventi di restauro, risanamento conservativo e manutenzione straordinaria su immobili già esistenti.
 
In presenza di un’area vincolata non è quindi necessario il parere della Soprintendenza perché il Comune può già accertare in autonomia l’impossibilità di concedere il condono.

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