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NORMATIVA

Edilizia scolastica, aumentano a 50 milioni le risorse del Decreto Mutui

di Paola Mammarella
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Nel ddl ‘La Buona Scuola’ approvato dalla Camera deroghe al permesso di costruire e al Codice Appalti per il triennio 2015-2017

Vedi Aggiornamento del 24/11/2016
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22/05/2015 – Più risorse per la messa in sicurezza delle scuole, deroghe al Codice Appalti e bandi gestiti dalle Regioni per la realizzazione di edifici scolastici innovativi. Sono alcune delle novità contenute nel disegno di legge “La buona scuola”, approvato dalla Camera e ora all’esame del Senato.
 

Decreto Mutui, 50 milioni annui

Passano da 40 a 50 milioni di euro annui i contributi da destinare al finanziamento dei mutui trentennali stipulati dalle Regioni per gli interventi straordinari di ristrutturazione, messa in sicurezza ed efficientamento energetico delle scuole pubbliche.
 
Sono stati inoltre stanziati, a partire dal 2016, 4 milioni di euro annui per finanziare i mutui necessari alla riqualificazione degli istituti di alta formazione artistica, musicale e coreutica di proprietà pubblica.
 

Deroghe al permesso di costruire e al Codice Appalti

Potranno essere estesi a tutta la programmazione triennale 2015-2017 i poteri derogatori riconosciuti ai sindaci e ai presidenti delle Province dal Decreto del Fare (DL 69/2013). Le deroghe ammesse riguardano la possibilità di effettuare i lavori senza richiedere il permesso di costruire, a condizione che non comportino il cambio di destinazione d’uso dell’immobile o il mutamento della sagoma degli edifici vincolati ai sensi del Codice dei Beni culturali.

I lavori potranno essere appaltati subito, senza aspettare i 35 giorni successivi all’aggiudicazione definitiva. Non sarà possibile interrompere il termine di 30 giorni per l’approvazione, l’aggiudicazione provvisoria, l’approvazione del contratto e i controlli prima della stipula.

In sede di presentazione delle offerte, si potrà decidere di non effettuare controlli sulla capacità economico finanziaria e tecnico organizzativa delle imprese. Per velocizzare la realizzazione degli interventi, i tempi per la presentazione delle offerte o delle domande di partecipazione potranno essere dimezzati, a prescindere dalla procedura utilizzata. Sarà inoltre possibile non pubblicare sui giornali i bandi e gli avvisi di aggiudicazione per gli appalti di importo superiore o uguale a 500 mila euro.

Si potrà derogare alle disposizioni che definiscono i lavori in economia, cioè quelle opere in cui il corrispettivo è calcolato sulla base dei materiali impiegati e delle ore di manodopera degli operai, che normalmente sono ammessi solo per alcune lavorazioni o in casi particolari.
 

Scuole innovative

Il Ministero dell’Istruzione pubblicherà un bando per l’elaborazione di proposte progettuali da sottoporre ad una Commissione di esperti per la realizzazione di scuole altamente innovative dal punto di vista architettonico, impiantistico e tecnologico. Gli edifici dovranno possedere il requisito dell’efficienza energetica e favorire, grazie a nuovi ambienti di apprendimento, l’uso continuo e costante delle moderne tecnologie nell’attività didattica.
 
Per la realizzazione di questa misura è stato previsto uno stanziamento di 300 milioni di euro, che saranno ripartiti tra le Regioni con un decreto del Ministero dell’Istruzione. Le Regioni potranno selezionare da uno a cinque interventi. Il Miur bandirà in seguito un concorso per individuare delle proposte progettuali relative agli interventi individuati. I progetti saranno valutati da una Commissione con la partecipazione della struttura di missione per l’edilizia scolastica di Palazzo Chigi. Le Regioni potranno poi affidare i successivi livelli di progettazione bandendo altri concorsi.
 

Appalti centralizzati

Slitterà dal primo settembre 2015 al primo novembre 2015 l’obbligo per i Comuni non capoluogo di creare Unioni di Comuni per la gestione degli appalti. Come si legge nella relazione, la proroga mira a evitare ritardi nelle aggiudicazioni dei lavori inerenti all’edilizia scolastica, che devono essere appaltati entro il 30 settembre 2015. L’entrata in vigore del nuovo obbligo al primo settembre 2015 darebbe quindi solo un mese di tempo per la messa in pratica delle nuove regole.


 
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