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NORMATIVA

Riscaldamento in condominio, chi sostiene i costi dell’adeguamento?

di Paola Mammarella

Cassazione: il condominio non può accollarsi extracosti dovuti agli interventi realizzati da un condomino nella sua abitazione

Vedi Aggiornamento del 05/09/2016
Commenti 8955
15/05/2015 -  Non possono scaricarsi sul condominio che adotta un sistema di contabilizzazione dei consumi i maggiori costi dovuti agli interventi effettuati dal singolo condomino nella sua abitazione. Lo ha spiegato di recente la Cassazione con la sentenza 8724/2015.
 

Valvole termostatiche e contatori elettronici

Nel caso preso in esame, un condominio aveva deliberato l’installazione di un sistema per la ripartizione dei consumi di riscaldamento mediante contatori elettronici e valvole termostatiche da applicare in ogni appartamento. Il 20% delle spese sarebbe stato suddiviso secondo le tabelle millesimali, mentre l’80% in base alle rilevazioni effettuate dai nuovi contatori.
 
Contro questa decisione si era opposto un condomino che aveva già dotato la sua abitazione di un impianto di riscaldamento autonomo funzionante in parallelo a quello centralizzato. A suo avviso, l’installazione dei nuovi elementi avrebbe reso inattendibile la lettura dei consumi.
 

I costi di adeguamento gravano sul condomino

La posizione del condomino era stata respinta dal Tribunale ordinario, ma poi appoggiata in appello. A detta dei giudici, i deficit tecnici riscontrati avrebbero causato il rischio di una sovrapposizione dei consumi generati dall’impianto comune e da quello autonomo. Per questo motivo si sarebbero dovute individuare delle soluzioni alternative.

La Cassazione ha ribaltato la situazione affermando che gli extracosti  per l'adeguamento non devono essere sostenuti dal condominio. Spetta invece al condomino adeguare la sua situazione e provvedere a effettuare gli interventi necessari ad evitare la sovrapposizione dei consumi dei due impianti.

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