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NORMATIVA

Risparmio energetico e antisismica, nelle Marche deroghe per incoraggiarli

di Paola Mammarella

La nuova legge regionale spiega quali sono gli interventi soggetti a Cil e a Scia e quali sono considerati edilizia libera

Vedi Aggiornamento del 28/08/2015
13/05/2015 – Semplificare gli interventi di miglioramento energetico e sismico degli edifici, il recupero dei sottotetti e la realizzazione di soppalchi. Sono alcuni degli obiettivi della Legge Regionale 17/2015, con cui le Marche operano un riordino della normativa edilizia regionale.
 

Riqualificazione energetica

Per favorire il miglioramento del rendimento energetico in edilizia, negli interventi di riqualificazione energetica di edifici esistenti è consentita la riduzione degli spessori di murature e solai di copertura fino a raggiungere i limiti stabiliti dal D.lgs. 102/2014, che attua la Direttiva 2012/27/Ue sull’efficienza energetica, anche se ciò comporta un incremento delle superfici calpestabili, a condizione che sia ottenuta una riduzione minima del 10% dei limiti di trasmittanza e del 20% dell’indice di prestazione energetica previsti dal D.lgs 192/2005.
 
Nelle nuove costruzioni e per la ristrutturazione degli edifici esistenti, le serre solari non sono computate nella determinazione dei volumi e delle superfici e nei rapporti di copertura, a patto che siano rispettate le distanze minime tra gli edifici.
 

Miglioramento antisismico

È  consentito l’inserimento di elementi strutturali finalizzati a ridurre la vulnerabilità sismica dell’intero edificio anche se comportano un aumento dell’altezza o  una riduzione delle distanze fino a 50 centimetri. Per distanza si intendono quelle dal confine di proprietà, tra pareti finestrate e pareti di edifici antistanti e dal nastro stradale, mentre devono essere rispettate le distanze minime previste dal Codice Civile. Le opere realizzate non sono computati ai fini del calcolo della volumetria e delle superfici.
 
I titoli abilitativi inerenti a questi interventi possono essere rilasciati anche in deroga ai regolamenti edilizi comunali, fatti salvi eventuali vincoli storici, ambientali, paesaggistici, igienico-sanitari e di sicurezza.
 

Recupero dei sottotetti

Dalla data di entrata in vigore della legge sono consentiti il recupero a fini abitativi e l’agibilità, senza modifica della sagoma dell’edificio, dei sottotetti esistenti al 30 giugno 2014, legittimamente realizzati o condonati. Devono essere sempre assicurati un’altezza media ponderata non inferiore a 2,40 metri per gli spazi ad uso abitativo, riducibile a 2,20 metri per gli spazi accessori e di servizio, nonché un’altezza minima pari a 1,50 metri nei casi di copertura a falde inclinate, un rapporto illuminotecnico non inferiore a 1/12 tra la superficie netta dei locali e la superficie finestrata apribile.
 
Gli interventi sono consentiti anche su immobili aventi destinazione d’uso turistico-ricettiva, ubicati nelle zone omogenee A.
 
I sottotetti recuperati non possono essere oggetto di successivi frazionamenti, fatto salvo l’eventuale accorpamento ad altre unità immobiliari abitative esistenti al 30 giugno 2014.
 
Per poter essere autorizzati, gli interventi devono prevedere il reperimento di spazi pubblici, verde e parcheggi, ma in alternativa è anche possibile il pagamento di una somma pari al loro valore di mercato.
 

Altezze dei locali

In base alla legge regionale, l’altezza media dei locali destinati alla residenza non deve essere minore di 2,70 metri. La distanza minima tra il pavimento e il soffitto finito non deve comunque essere inferiore a 2,20 metri. L’altezza minima degli spazi sottostanti ai soppalchi non deve essere minore di 2,20 metri. La superficie dei soppalchi non deve essere superiore a un terzo di quella del locale soppalcato.
 

Riordino della normativa edilizia

La legge cerca di creare un riferimento normativo univoco spiegando cosa si intende per attività di edilizia libera, interventi soggetti a Cil, Scia e variazioni essenziali.
 
Sono considerati edilizia libera i movimenti terra per rimodellazione di strade di accesso con riporti o sterri di altezza fino a un metro, le opere di pavimentazione e di finitura di spazi esterni, la realizzazione di rampe per l’abbattimento delle barriere architettoniche per dislivelli inferiori a un metro, le aree ludiche e gli elementi di arredo delle aree pertinenziali, la realizzazione di pertinenze di edifici o di unità immobiliari esistenti che non comportino volumetria, camini e fumaioli, cartelli di segnaletica e di sicurezza sul lavoro, le opere interne a singole unità immobiliari, la tinteggiatura esterna dei fabbricati non ricadenti in zona A, le opere per garantire la funzionalità degli stabilimenti industriali.
 
Sono soggetti a CIL gli interventi di realizzazione e integrazione dei servizi igienico-sanitari e tecnologici e quelli di manutenzione straordinaria di edifici esistenti che non rientrano nell’edilizia libera.
 
Hanno bisogno della Scia gli interventi volti all’eliminazione delle barriere architettoniche che riguardano le parti strutturali dell’edificio o che comportano la modifica della sagoma, restauro e risanamento conservativo, ristrutturazione edilizia, installazione o la revisione di impianti tecnologici che comportano la realizzazione di volumi tecnici, le varianti al permesso di costruire, l’installazione di cabine elettriche, gli interventi di demolizione, il recupero e il risanamento di aree libere urbane, i movimenti di terra significativi, la realizzazione di autorimesse pertinenziali, la realizzazione di impianti sportivi, l’installazione di reti e impianti di comunicazione elettronica in fibra ottica.
 
Costituiscono variazione essenziale il mutamento della destinazione d’uso, l’aumento della cubatura di oltre il 15%, le modifiche superiori al 10 per cento di parametri urbanistico-edilizi, il mutamento delle caratteristiche dell’intervento edilizio assentito, la violazione delle norme vigenti in materia di edilizia antisismica, l’aumento del numero dei piani.




 
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