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PROFESSIONE

Fondo di Garanzia PMI: ecco le linee guida per gli ingegneri

di Alessandra Marra

Il CNI spiega come ottenere la garanzia per prestiti e finanziamenti

Vedi Aggiornamento del 11/07/2017
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27/05/2015 – Il Consiglio Nazionale Ingegneri (CNI) ha diffuso le linee guida per l’accesso degli ingegneri liberi professionisti al Fondo di Garanzia PMI.
 
Il documento ricorda che il Ministero dello Sviluppo Economico ha disposto, a partire dal 10 marzo 2014, che “un libero professionista che si rechi presso una banca o altro intermediario finanziario per la richiesta di un prestito o per anticipazione di liquidità, possa essere garantito dallo Stato, tramite l’apposito Fondo”.
 

Fondo di garanzia per professionisti

Il provvedimento è finalizzato a favorire l’accesso al credito anche da parte di chi non è strutturato e organizzato sotto forma d’impresa, ma opera in modo autonomo, come gli ingegneri che esercitano la libera professione. Ai professionisti infatti è riservato fino ad un massimo del 5% dell’ammontare del fondo medesimo.
 

Ingegneri: quali operazioni possono essere garantite

Come specifica il documento del CNI, il Fondo permette ai professionisti iscritti agli Ordini di usufruire di apposite garanzie a fronte di finanziamenti richiesti e concessi da istituti bancari, società di leasing o da altre tipologie di intermediari finanziari. La guida del CNI specifica alcune operazioni che il Fondo può garantire: operazioni a fronte di un investimento (acquisto di strumenti per l’esercizio della professione); operazioni di liquidità finalizzate al pagamento dei fornitori e del personale; operazioni di consolidamento delle passività a breve termine presso una banca; operazioni di rinegoziazione dei debiti a medio/lungo termine;  operazioni di fidejussione connesse alle attività proprie del professionista o del suo studio professionale.
 
Il CNI precisa che il Fondo non garantisce il 100% della somma richiesta, ma una cospicua parte di essa, fino ad un massimo di 2,5 milioni di euro per alcune tipologie di operazioni (come l’anticipo crediti PA) e fino ad un massimo di 1,5 milioni di euro per altre tipologie di operazioni (come il finanziamento per investimenti). La parte eventualmente eccedente non è garantita dal Fondo.
 
Le procedure sono snelle e rapide. Una volta inoltrata la richiesta direttamente alla banca, in tempi brevi vengono verificati i requisiti di accesso e adottata, da parte dell’ente gestore del Fondo, la delibera con cui si decide l’accoglimento o il respingimento della domanda.
 
Per il Presidente del CNI, Armando Zambrano, “si tratta di un provvedimento rilevante finalizzato a favorire l’accesso al credito anche da parte di chi opera nell’ambito del lavoro autonomo”.
 
“Per gli ingegneri che esercitano la libera professione si tratta di un’importante opportunità. Questo risultato è il frutto del lavoro congiunto che, come CNI e Rete delle Professioni Tecniche, abbiamo svolto col Sottosegretario allo sviluppo economico Simona Vicari che si è rivelato un interlocutore prezioso” ha concluso Zambrano.


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