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PROFESSIONE

Professionisti, il Ministero dell’Economia rivede gli studi di settore

di Paola Mammarella

La revisione si è resa necessaria a causa della riduzione delle tariffe professionali e dei ritardi nei pagamenti riscontrati nel 2014

Vedi Aggiornamento del 29/01/2016
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26/05/2015 – È stato pubblicato in Gazzetta Ufficiale il DM 15 maggio 2015 che rivede gli studi di settore dei professionisti tenendo conto della crisi economica.
 

Perché gli studi di settore sono stati rivisti

Gli studi di settore, elaborati mediante analisi economiche e tecniche statistico-matematiche, consentono di stimare i ricavi o i compensi che possono essere attribuiti al contribuente. I correttivi introdotti dal decreto si riferiscono al periodo di imposta 2014 e prendono in considerazione vari elementi, come la contrazione dei margini di guadagno e gli andamenti congiunturali in relazione al territorio.

In tutto sono stati rivisti 204 studi di settore, di cui 12 riguardano le attività professionali che applicano funzioni di compenso basate sugli incarichi. In ambito edile i correttivi toccano i servizi di ingegneria integrata, le consulenze fornite da agrotecnici e periti, le consulenze fornite da agronomi, i geologi, le attività degli studi di ingegneria, le attività tecniche svolte dai geometri, i periti industriali e gli studi di architettura.
 
Dalle rilevazioni effettuate basandosi sui dati forniti da Istat, Banca d’Italia e Ministero dello Sviluppo Economico, è emerso che sui professionisti gravano die tipologie di problematiche: la riduzione delle tariffe per le prestazioni professionali e la ritardata percezione dei compensi.
 
Il confronto è stato effettuato col periodo 2005-2013. Si tratta di anni caratterizzati da una forte crisi economica, che ha provocato numerosi ritardi nei pagamenti, soprattutto da parte delle Pubbliche Amministrazioni, tanto da sfociare in una procedura di infrazione aperta dall’Unione Europea.
 
I professionisti sono stati inoltre coinvolti dalla liberalizzazione delle professioni, che abolendo le tariffe e demandando la determinazione dei compensi alla libera contrattazione ha in molti casi portato alla riduzione delle parcelle.
 

Dichiarazioni online all'Agenzia delle Entrate

Sulla base di questi correttivi, l’Agenzia delle Entrate ha approvato un provvedimento mettendo online i modelli da presentare insieme alla dichiarazione Unico 2015.
 
L’invio deve essere effettuato online  e può avvenire direttamente, tramite i servizi telematici Entratel o Fisconline, o tramite degli intermediari abilitati.


 

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