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Guida Viero alla corretta diagnosi e risoluzione delle fessurazioni in facciata

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11/06/2015 - Le fessurazioni vengono spesso considerate un problema “estetico”, poco ricorrente e di facile risoluzione, in realtà ne sono colpite moltissime facciate, con problemi sia estetici che di durabilità, manutenzione e salubrità dell’edificio. Questa guida, realizzata da Viero, illustra le principali cause delle fessurazioni presenti sulle facciate intonacate o rifinite con pitture e rivestimenti murali 'plastici' e come risolverle.

Da qualche anno l’edilizia sta affrontando in maniera sempre più intensa il problema del recupero del patrimonio edilizio, antico, vecchio e più o meno velocemente superato e degradato, quale l'edilizia realizzata durante il boom degli anni ’50-’70. Anche l’edilizia più recente di scarsa qualità realizzata negli anni ’80 e ’90 sino ad oggi necessita di interventi di varia natura.

Uno dei problemi più ricorrenti è il fenomeno delle fessurazioni sulle facciate degli edifici. Le cause di queste fessurazioni sono molteplici e il problema è veramente molto vasto. Questa guida si occuperà in particolare delle fessurazioni presenti sulle facciate e superfici verticali intonacate o rifinite con pitture e rivestimenti murali definiti 'plastici'.

La parola 'plastico' ha tratto spesso in errore sia i progettisti che le imprese e gli applicatori. La definizione 'rivestimenti plastici' era infatti stata creata per identificare questo tipo di rivestimento “modellabile”, a differenza dei rivestimenti rigidi tipo piastrelle, mosaico o gress.Il rivestimento murale plastico,quando è essiccato, diventa parte integrante dell'intonaco, per cui ne segue tutte le vicissitudini, riuscendoa contenere solo le microfessurazioni. Superato il livello di resistenza di questo composto alla trazione, alla compressione e al taglio si formano lesioni di diversa natura e gravità.

CAUSE DELLE LESIONI E TIPI DI RITIRO
La facciata dell’edificio è un sistema composto da più strati (struttura muraria di supporto, intonaco, rivestimento di finitura) e soggetto a continue sollecitazioni e alla formazione di lesioni dovute a diversi fattori:

1. CAUSE ESTERNE: es. cedimento delle fondazioni, concentrazioni degli sforzi, vibrazioni.
2. CAUSE INTERNE: dovute alle caratteristiche dei materiali usati per la costruzione. Ad esempio ritiro, dilatazioni, varie reazioni chimiche.

In particolare osserveremo in questa guida due dei fenomeni che più sono responsabili del problema delle fessurazioni:
A. LA VARIAZIONI DI UMIDITA’
B. LE VARAZIONI DI TEMPERATURA
A. VARIAZIONI DI UMIDITA’

Le VARIAZIONI DI UMIDITA’ sono dovute sia all’umidità intrinseca dei materiali che all’umidità atmosferica successiva alla fabbricazione.

Il problema più importante è la variazione dell’umidità nel tempo, cioè il tempo o la velocità di essiccamento di un materiale. I materiali aventi una forte capillarità (il calcestruzzo di pomice per esempio) si essiccano per diffusione; prima gli strati esterni e successivamente, molto lentamente, la parte interna. Il tempo di essiccamento è quindi lungo. Al contrario, per i materiali con capillari molto fini, quale il laterizio, l’evaporazione dell’umidità avviene molto rapidamente.

E’ la velocità di essiccamento a determinare il ritiro, che comprende tre distinti fenomeni:
1. Ritiro di presa e di idratazione: nel rappresentare il fenomeno di idratazione del cemento su un sistema di coordinate, si constaterà, prima di tutto, che dopo un primo periodo, alla fine della presa si produce un ritiro detto “ritiro di idratazione”. Se l’indurimento ha luogo all’aria si produrrà un nuovo ritiro detto “ritiro di indurimento”; se invece l’indurimento avviene in acqua, si verificherà una dilatazione.

2. Il ritiro di indurimento dipende in gran parte dall’umidità dell’aria dove esso si produce. Se rappresentiamo anche questo fenomeno su un diagramma possiamo constatare che in condizioni di umidità dell’aria del 100% non si produce alcun ritiro; con umidità ad esempio del 50% si ha dopo l’indurimento un ritiro del 0,3 % e così via.

3. Ritiro ciclico: viene definito “ritiro ciclico” o reversibile quello dovuto al riumidificamento e al riessiccamento del materiale. E’ a questo tipo di ritiro che si deve imputare la massima parte delle lesioni.

Per ridurre al minimo il fenomeno delle lesioni, è necessario che al momento della consegna dei blocchi (calcestruzzo, laterizio…) in cantiere il ritiro di indurimento sia in gran parte compiuto. Nella realtà dei fatti, però, le cose si complicano in conseguenza dei cicli di riumidificazione e di riessiccamento che gli elementi subiscono prima e dopo la messa in opera. Perciò, al fine di ottenere dei dati di effettiva utilità, è stato introdotto nei regolamenti il concetto di “ritiro da essiccamento”.

ASPETTO DELLE LESIONI CAUSATE DAL RITIRO

Le lesioni causate dal ritiro sono di tre tipi principali:

1. A ragnatela: Questo fenomeno si presenta in relazione alla presa dei leganti (calce e cemento) e allo specifico ritiro, le forze di coesione esistenti generano una tensione che può dare origine alle cavillature. Tale effetto è più evidente quando l'intonaco ha una quantità di legante elevata rispetto agli inerti. Particolari condizioni di alte temperature, forti ventilazioni e una quantità di acqua di presa insufficiente, creano una evaporazione superficiale che contribuisce alla formazione delle cavillature.

2. Fessurazioni lineari da escursione termica: possono essere provocate da movimenti termici dovuti all'escursione della temperatura con conseguente dilatazione massima e minima; tali movimenti non sono uguali per tutti i componenti della struttura, per cui vengono a crearsi tensioni tra i vari materiali con conseguente distacco tra le superfici di contatto. Queste fessure si formano normalmente tra parti in cemento armato (pilastri, architravi, solette, cordoli, parapetti) e parti di muratura in laterizio, cotto, poroton, tufo, blocchi in argilla espansa; sono soggette, inoltre, a continuo allargamento e restringimento in funzione degli sbalzi di temperatura.

3. Fessurazioni lineari da tensioni o compressioni: causate da movimenti aciclici provocati da assestamenti delle fondazioni, dal normale ritiro dell’intonaco, a sollecitazioni causate da sovraccarichi accidentali. Questo genere di fenditure, che in certi casi assumono dimensioni macroscopiche, tendono generalmente a stabilizzarsi nel tempo e a presentare modeste variazioni dimensionali.

PREVENZIONE DELLE FESSURAZIONI DOVUTE A VARIAZIONI DI UMIDITA’

Adottando alcuni accorgimenti di progettazione e posa, è possibile prevenire il fenomeno delle lesioni. Vediamo di seguito quali sono gli aspetti principali da tenere sotto controllo.

ACCORGIMENTI RELATIVI ALLA PROGETTAZIONE
1. Adozione di giunti da ritiro
2. Eventuali armature supplementari

PRIMA DELLA POSA IN OPERA
1. Stagionatura
2. Stoccaggio
3. Trasporto

DURANTE LA POSA IN OPERA
1. Impedire che l’umidità penetri nei materiali
2. La giusta resistenza della malta (armonia dei materiali)

DOPO LA MESSA IN OPERA
Aspettare il più a lungo possibile prima di applicare l’intonaco

COME RIPARARE LE LESIONI

Se non si è fatta prevenzione e il problema si è presentato, prima di procedere alle riparazioni bisogna stabilire se si tratta di lesioni da
1) Ritiro iniziale da indurimento
2) Ritiro ciclico

1) Nel primo caso la riparazione può essere effettuata dopo due o tre anni, quando cioè, la parete è sufficientemente secca.
2) Nel secondo caso la riparazione sarà insufficiente se non verrà eliminata la sorgente di umidità. Risulta perciò efficace creare dei giunti di ritiro per le lesioni verticali.

B.LE VARAZIONI DI TEMPERATURA
Le variazioni di temperatura a cui sono sottoposti i materiali da costruzione sono dovute alle variazioni stagionali e giornaliere, all’insolazione, alle modalità di occupazione dei locali, e ad altri fattori. Si possono riassumere in 4 categorie:

A. VARIAZIONI DELLA TEMPERATURA ESTERNA
B. VARIAZIONI DI TEMPERATURA NELLO SPESSORE DEI MATERIALI
C. DIFFERENZA FRA TEMPERATURA ESTERNA ED INTERNA

Sotto il loro effetto, i materiali subiscono delle dilatazioni e delle contrazioni che generano danni, generalmente alla congiunzione degli elementi in cemento armato con la muratura, dove si manifestano gli sforzi prodotti dall’allungamento differenziato dei materiali ponendo in evidenza la separazione fra le parti calde e quelle fredde.

LE SOLUZIONI VIERO PER PREVENIRE E RIPARARE LE FESSURAZIONI
PRODOTTI PER LA PREPARAZIONE DEL SUPPORTO

VIEROFLEX STUK
Stucco elastomerico fibrorinforzato per il ripristino di cavillature e crepe della facciata:
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- Ritiro controllato anche ad alti spessori
- Facile da applicare

VIEROFLEX FOND
Fondo intermedio elastomerico per il ripristino di supporti cavillati:
- Assicura l’adesione del ciclo al supporto
- Mantiene l’adesione del ciclo al supporto
- Speciale protezione anti alga e antimuffa

FATEX
Garza in fibra sintetica.

LE FINITURE ELASTOMERICHE SILOSSANICHE
VIEROFLEX SILOX: Pittura elastomerica liscia a base di resine silossaniche
VIEROQUARZ FLEX: Pittura riempitiva anti cavillaturea base di resine acri silossaniche ed elastomeriche
VIEROACRYL FLEX: Rivestimento spatolato anti cavillaturecon granulometria da 1,2 mm e 1,5 mm a base di resine acriliche.

Lo staff tecnico di Viero è disponibile per consulenze specifiche in merito al tema delle fessurazioni. Per richiedere una consulenza è possibile chiamare il numero verde 800 825261 oppure compilare il form di richiesta a questo indirizzo http://http://www.viero-coatings.it/soluzioni/sistema-elastomerico/


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