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A Verona Filippo Bricolo firma la casa sulle colline moreniche
CASE & INTERNI

A Verona Filippo Bricolo firma la casa sulle colline moreniche

Una casa di mattoni su un vecchio fienile in pietra convertito a fini abitativi

16/06/2015 - Il progetto della casa a Sommacampagna, firmata dall'architetto Filippo Bricolo, ha previsto il riuso ai fini abitativi degli annessi rustici di una Villa settecentesca sulle colline moreniche, a pochi chilometri dal Lago di Garda e dalla città di Verona. 

Prima dell’intervento, gli annessi, si presentavano, all’interno del prestigioso parco monumentale della villa, come dei volumi caratterizzati da uno scarso valore architettonico. L’impatto negativo degli edifici era dovuto sopratutto alla realizzazione, nel novecento, di un incongruo ampliamento ottenuto elevando delle sorde murature in blocchi di cemento al di sopra di un suggestivo nucleo originale in sasso di fiume tipico delle costruzioni rurali di tutta l’area. 

L’intervento ha previsto, in prima istanza, la demolizione delle superfetazioni novecentesche con la messa a nudo, quasi fosse una rovina, dell’affascinante costruzione originaria. In un secondo momento, si è realizzato un nuovo ampliamento in mattoni con finitura a faccia a vista. Tale soluzione ha permesso di rendere correttamente individuabile la parte originaria rispetto al nuovo intervento. 

Per ridurre l’eccessivo contrasto cromatico che si sarebbe formato tra i due paramenti murari (il colore cotto dei mattoni contro il colore grigio del sasso), entrambe le superfici, sono state coperte con una scialbatura in calce color beige. Visto da una certa distanza, all’interno del parco della villa o dal paesaggio collinare, l’edificio ampliato, appare unitario, ad una vista sempre più ravvicinata, risulta possibile distinguere chiaramente la parte originaria ed il nuovo ampliamento in mattoni. 

Per ridurre, invece, il contrasto materico che si sarebbe formato tra la superficie mossa del basamento rustico in sasso e la forte linearità della nuova sopraelevazione in mattoni si è sperimentata una posa del nuovo paramento murario in grado di rendere meno uniforme l’impatto visivo della nuova costruzione. La posa dei mattoni, lunghi 30 cm, è stata realizzata ruotando i lati lunghi in maniera apparentemente disordinata a formare delle rientranze asimmetriche con leggeri angoli concavi e convessi. Tale soluzione ha conferito alla nuova superficie in mattoni un suggestivo effetto di vibrazione luminosa dovuto alla creazione di leggere ombre portate distribuite su tutta la parete. 

Sul lato posto verso il parco la muratura in sasso coincide con piano terra e accoglie la parte del living mentre la nuova muratura in mattoni definisce il piano primo con la zona notte. 

La parete in mattoni al piano primo è interrotta a tutt’altezza con dei tagli che definiscono le nuove finestre i serramenti hanno i profili posati totalmente sul lato interno della facciata in modo da non risultare visibili ed enfatizzare l’idea di un’architettura senza tempo. Tra la cassa del serramento e il paramento murario è stato, inoltre, incastrato, senza nessun tipo di fissaggio a vista, un vetro anti-sfondamento che funge da invisibile parapetto. 

Al piano terra, le nuove vetrate, sono state posate all’interno dei portali esistenti degli annessi rustici e sono state realizzate con profili in ferro a vista. In questo modo viene conferita una maggiore astrazione alle parti in ampliamento ed un aspetto più vicino alla tradizione per la parte originaria. 

La parte più bassa degli annessi è occupata da un grande salone a doppia altezza dedicato alla vita sociale della famiglia e legato al parco della villa dove è stata realizzata la nuova piscina. In questo punto si è praticata l’unica nuova apertura nelle murature esistenti in sasso verso il parco. La nuova apertura interrompe la continuità di un alto cordolo in cemento armato che corre su tutto questo brano della facciata e funge sia da rinforzo del muro in sasso che da compensazione tra l’altezza del muro originario e la parte della nuova muratura in mattoni allineata con l’architrave della porta finestra. Questa nuova porta è caratterizzata un serramento scorrevole a scomparsa e si presenta come una reinterpretazione della porosità visiva tipica delle ville venete con l’apertura verso il parco interno posta in allineamento con l’apertura verso la campagna retrostante. 

La facciata stretta e lunga del salone verso il parco è caratterizzata dalla presenza di una finestra posta nel punto di passaggio tra la parte a doppia altezza del salone e la parte degli annessi rustici a due piani. Una spalla della finestra è quindi composta per metà in sasso e per metà in mattoni, mentre l’altra spalla risulta tutta in mattoni enfatizzando, il salto di quota del muro originario. Verso l’interno la finestra ha il vetro direttamente inserito nella muratura di modo che all’interno si formi, nelle prime ore del mattino, un fascio di luce radente sulla parete interna senza le ombre portate del serramento. 

Il progetto ha previsto infine la trasformazione in giardino del brolo interno con la creazione di un grande parterre a prato e la costruzione di una piscina centrale ispirata alle tipiche peschiere delle ville venete. La piscina è stata costruita eliminando la percezione di tutti gli aspetti tecnologici. Una pietra larga 65 cm definisce il limite tra la piscina ed il grande prato, al di sotto di essa e tutt’attorno all’invaso è stata celata la vasca di compenso. Un speciale trattamento spatolato color verde ha consentito di ricreare l’effetto visivo tipico delle peschiere settecentesche con l’acqua specchiante che riflette il cielo, gli alberi e le architetture.

© Riproduzione riservata

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