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Venezia: la mostra 'Ettore Spalletti. Palazzo Cini'
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Venezia: la mostra 'Ettore Spalletti. Palazzo Cini'

Tributo alla dimensione intima dell’abitazione del collezionista

03/06/2015 - Fino al 23 agosto 2015 a Venezia, in occasione della riapertura stagionale di Palazzo Cini a San Vio, Ettore Spalletti interviene con un progetto espositivo ad hoc al secondo piano del palazzo, inaugurando la restituzione di questo spazio recentemente restaurato per ospitare mostre temporanee.
 
L’artista abruzzese presenta una sua personale interpretazione degli spazi, ragionando sul luogo, ascoltandolo, osservandone le variazioni di luce, attraverso un percorso che offre agli sguardi opere già note, accanto a opere mai esposte prima e collocate nella “casa cini” come un omaggio alla dimensione intima dell’abitazione del collezionista. 

Il progetto è ideato da Luca Massimo Barbero ed Ettore Spalletti e realizzato da aslc – progetti per l’arte di Verona insieme a Fondazione Giorgio Cini e con il sostegno di nctm e l’arte.
 
“Per spalletti la profondità dello sguardo e la straordinarietà essenziale del colore si sposano al valore della luce allintensità della visione – afferma Luca Massimo Barbero- questi lavori creano un momento di luce straordinaria distribuita nel restituito secondo piano di palazzo e non poteva esserci artista più puntuale per sottolineare la luminosità straordinaria di questo spazio domestico e lintensità della luce veneziana così come il trapasso dello sguardo dalle sonorità rinascimentali e dalta epoca della galleria a quelle reinterpretate magistralmente da spalletti nei colori delle opere del secondo piano.”
 
Il progetto espositivo di Spalletti per Palazzo Cini è ispirato al luogo e alla dimensione intima della casa del grande collezionista vittorio cini. Il riferimento è esplicito nella sala del caminetto, dove, accanto al caminetto, elemento simbolo del focolare domestico, ha deciso di collocare l’opera Leggio (2011), composta da due elementi d’arredo da lui disegnati e realizzati: una sedia e un tavolino che regge un elemento in alabastro, una sorta di ideale leggio, appunto che raccoglie lo sguardo.
“Quasi una precisa lettura della luce come se ci fosse ancora lo sguardo del collezionista”.
 
© Riproduzione riservata

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