Carrello 0
LAVORI PUBBLICI

Ferrovie dello Stato cede gratis 1.700 stazioni abbandonate

di Alessandra Marra
Commenti 23732

Per usufruire del comodato d’uso gratuito associazioni e Comuni dovranno presentare progetti per il riuso sociale delle linee dismesse

Vedi Aggiornamento del 26/06/2017
Commenti 23732
19/06/2015 – Reti Ferrovie Italiane (RFI) sta concedendo tramite contratti di comodato d’uso gratuito circa 1.700 stazioni dismesse della Rete Ferroviaria Italiana.
 

Riuso stazioni dismesse

L’iniziativa s’inserisce nel percorso che FS ha intrapreso negli ultimi anni volto alla riorganizzazione e riqualificazione del patrimonio immobiliare inutilizzato come linee ferroviarie dismesse e stazioni impresenziate.

Con l'utilizzo di dispositivi informatici che hanno sostituito le vecchie biglietterie e il personale di gestione, le piccole stazioni sono rimaste abbandonate con il conseguente rischio di azioni vandaliche.
 
Per permettere una nuova vita a questi luoghi ormai dismessi e risparmiare sugli elevati costi di gestione FS sta promuovendo, attraverso concessioni di comodato d’uso gratuito ad associazioni e Comuni,  l’avvio di progetti sociali all’interno delle stazioni che abbiano ricadute positive sul territorio.
 

Locali ferroviari non utilizzati: requisiti per richiedere il comodato

Gruppo Ferrovie dello Stato ha sottoscritto quattro Protocolli d’intesa con Associazioni che operano nel sociale (Legambiente, Associazione Italiana Turismo Responsabile, CSVnet, Lega Coop Sociali) per il riuso delle stazioni impresenziate e ha inoltre sottoscritto negli anni diversi Accordi con Enti pubblici che hanno manifestato interesse a prendere in gestione, attraverso comodati o locazioni, le stazioni ferroviarie non più necessarie per l’esercizio ferroviario.
 
Tali accordi prevedono impegni da parte dei Comodatari/Conduttori, che, a seconda dei casi, sono tenuti a svolgere manutenzioni ordinarie e straordinarie dei locali e degli spazi aperti, pulizie, messa in sicurezza, ecc.
 
I beni dati in comodato devono essere utilizzati senza finalità di lucro e di prassi prevedono interventi di riqualificazione dell’immobile che devono essere eseguiti dal soggetto che beneficia degli spazi.
 
Eventuali Enti no profit interessati ad investire per il riuso dei beni delle Ferrovie dello Stato potranno prendere contatto prioritariamente con le Associazioni firmatarie o con gli Enti locali, oppure se il progetto da proporre non è di interesse di questi soggetti, proporlo a RFI.

L’orientamento di Rete Ferroviaria Italiana è di concedere gli immobili delle piccole stazioni non più utilizzati mediante comodati d’uso, in prima battuta agli enti locali che ne fanno richiesta e poi al Terzo Settore, con la priorità verso quelle associazioni che hanno rilevanza nazionale e con le quali sono stati già siglati Protocolli d’Intesa ad hoc (Legambiente, CSVNET ecc).

Le richieste di singoli privati non vengono prese in considerazione salvo che per richieste di carattere esclusivamente commerciale (locali richiesti in affitto per attività economiche di vario tipo).
 

Stazioni riqualificate, alcuni esempi

Delle 1700 stazioni da riqualificare circa 345 stazioni, per una superficie di oltre 63.683 mq, sono state già assegnate. 
 
FS in un volume ha illustrato 50 esperienze di stazioni ferroviarie oggi utilizzate per scopi sociali, turistici o culturali, raccontandone storia e impatto sul territorio. Si tratta di spazi di promozione turistica e ambientale, centri culturali e di aggregazione per giovani e anziani e luoghi di attività solidali.  
 
Un esempio importante e recente di progetto di riqualificazione del patrimonio è stata la trasformazione di parte della stazione di Ronciglione in casa di  accoglienza per famiglie con bambini affetti da malattie oncologiche. La stazione è stata ceduta in comodato d’uso gratuito per sei anni, ora è del tutto trasformata e gestita dall’associazione Cuore di Mamma.    
 

Patrimonio FS dismesso: Greenways

Inoltre fanno parte del patrimonio FS anche 3.000 km di linee ferroviarie dismesse, di cui 325 km sono stati destinati a greenways: piste ciclabili e percorsi verdi accessibili a tutti, riservati alla mobilità dolce.
 
Il Gruppo vuole infatti definire un Piano Nazionale di Greenways, seguendo l’esempio di altre nazioni europee, come la Spagna, con il coinvolgimento delle Istituzioni, in particolare del Ministero dell’Ambiente, delle Regioni, degli Enti Locali e delle principali Associazioni ambientaliste. 


 
© Riproduzione riservata

Partecipa alla discussione ( commenti) Utilizza il mio account Facebook Non hai un account Facebook? Clicca qui

x Sondaggi Edilportale
Il programma del Governo Conte bis. Come realizzarlo? Partecipa