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Ritardo pagamenti, Comuni fanalino di coda

Ritardo pagamenti, Comuni fanalino di coda

Dalla Cgia Mestre il punto della situazione su enti virtuosi e ritardatari. Ancora da saldare 60 miliardi

Vedi Aggiornamento del 08/10/2015
di Paola Mammarella
Vedi Aggiornamento del 08/10/2015
17/06/2015 - Sono molte le Amministrazioni che continuano a non rispettare i termini di 30 e 60 giorni per il pagamento di chi fornisce loro beni e servizi. È questa la fotografia scattata dall’Ufficio studi della Cgia Mestre.
 

Ritardo dei pagamenti nei Comuni

Come riportato nella relazione illustrata dal segretario della Cgia Mestre, Giuseppe Bortolussi, Con oltre 144 giorni di ritardo, Catanzaro è maglia nera in Italia tra i Comuni capoluogo di regione. Seguono Perugia, con quasi 90 giorni di ritardo, Roma capitale, con quasi 83 giorni, e Venezia, con quasi 65 giorni.
 
Trento, invece, salda i pagamenti ai propri fornitori con quasi 23 giorni di anticipo rispetto alla scadenza.
 
Al momento i Comuni che non hanno ancora aggiornato il sito sono 5: Aosta, Campobasso, Potenza, Palermo e Cagliari.
 

I ritardi nelle altre Amministrazioni

Per il Cnr è stato accertato un ritardo di 33 giorni. Seguono l’Ice (Istituto per il commercio estero), con 29,5 giorni, l’Inps, con 24,5 giorni e l’Autorità garante della Concorrenza, con quasi 24,5 giorni.
 
Tra i Ministeri, il peggior pagatore è quello dell’Economia e delle Finanze con 82 giorni di ritardo. Segue lo Sviluppo Economico quasi 38 giorni e la Presidenza del Consiglio dei Ministri, con quasi 29,5 giorni di attesa. Sul versante opposto il Ministero delle Infrastrutture, che paga quasi 23,5 giorni prima della scadenza. Interno, Giustizia, Ambiente, Lavoro, Istruzione e Beni Culturali non hanno invece messo online i loro dati.
 
Nelle Regioni, il Piemonte presenta i ritardi di pagamento più rilevanti saldando le fatture entro 38 giorni. La Regione Lazio ritarda di 19 giorni, il Veneto di quasi 18,5 giorni. Più virtuose il Friuli Venezia Giulia con 11 giorni di anticipo, Emilia Romagna e Lombardia, che saldano i pagamenti 5 giorni prima. Valle d’Aosta, Abruzzo, Molise, Campania, Puglia, Basilicata, Calabria, Sicilia e la Provincia autonoma di Trento non hanno pubblicato i dati o hanno fornito informazioni parziali.
 

Il punto della situazione sui ritardi nei pagamenti

La Cgia Mestre ha ricordato che, secondo le stime della Banca d’Italia, la il debito commerciale della Pubblica amministrazione ammonta a 70 miliardi di euro. Depurando da questo importo i 10 miliardi circa che i creditori hanno ceduto pro soluto alle banche, si evince che la Pa deve ancora saldare 60 miliardi di euro ai propri fornitori.


 
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