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NORMATIVA

Durc online, Inps: in caso di dubbi verifiche entro 72 ore

di Paola Mammarella

Se le irregolarità sono causate da un'archiviazione non corretta l'Istituto potrà forzare la procedura ed emettere il certificato

Vedi Aggiornamento del 19/12/2016
Commenti 17475
09/06/2015 – L’Inps si prepara alla certificazione della regolarità contributiva in tempo reale e con il messaggio 45482/2015 raccomanda alle sedi territoriali che le verifiche siano effettuate entro 72 ore dal ricevimento delle istanze.
 

Verifiche Inps sulla regolarità contributiva 

Si tratta di un’osservazione che potrebbe lasciar trasparire il timore di qualche inadeguatezza delle banche dati, che per essere messe online hanno richiesto lunghi tempi di adeguamento, tanto da ritardare l’emanazione del DM 30 gennaio 2015 per la smaterializzazione del Documento unico di regolarità contributiva (Durc) prevista per lo scorso anno dal Jobs Act (DL 34/2014).
 
Come si legge nel testo del messaggio, nel caso in cui, dopo la presentazione dell’istanza di verifica da parte degli interessati, vengano riscontrate incongruenze, gli uffici territoriali competenti devono verificare entro 72 ore se le inadempienze sono reali o se sono prodotte da un’archiviazione non corretta. In quest’ultimo caso sarà possibile certificare la regolarità dell’impresa forzando la procedura.
 
Se, al contrario, l’inadempienza viene confermata, l’irregolarità dovrà essere comunicata entro 72 ore, concedendo 15 giorni per la regolarizzazione.
 
L’intero iter, raccomanda l’Inps sulla base delle indicazioni del Ministero, deve essere concluso entro 30 giorni dalla presentazione dell’istanza di verifica.
 
La procedura, pensata per rilasciare il Durc in tempo reale, potrebbe quindi subire qualche ritardo.
 

Durc online, accesso limitato nella prima fase

Con la circolare 19/2015, il Ministero del lavoro ha spiegato che in un primo momento, fino all'implementazione del sistema informatico, non potranno effettuare le verifiche i soggetti delegati dall'impresa o dal lavoratore autonomo, le banche e gli intermediari finanziari. Potranno invece accedere alle banche dati i delegati allo svolgimento degli adempimenti di carattere lavoristico e previdenziale, come commercialisti e consulenti del lavoro.
 

Durc online, come funzionerà

Dal 1° luglio 2015, lo ricordiamo, in base al DM 30 gennaio 2015 imprese, Pubbliche amministrazioni, Soa, banche e intermediari finanziari potranno verificare la regolarità contributiva con un’unica interrogazione, inserendo il codice fiscale dell’impresa nelle banche dati di Inps, Inail e Casse Edili. La verifica della regolarità contributiva si baserà sui pagamenti effettuati dall’impresa ai lavoratori subordinati, ai collaboratori e ai lavoratori autonomi.
 
Non saranno considerati gravi gli scostamenti tra somme dovute e versate fino a 150 euro per ogni gestione. Nel caso in cui la verifica abbia esito positivo, il sistema genererà un documento in formato pdf non modificabile che avrà durata di 120 giorni sia per i lavori pubblici che per quelli privati.
 

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Altri commenti
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