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RISTRUTTURAZIONE Superbonus, dubbi su impianti termici e manutenzioni nelle unità immobiliari
NORMATIVA

No alla demolizione degli abusi commessi da molti anni

di Paola Mammarella

CdS: in caso di inerzia prolungata da parte dell’amministrazione, il privato può legittimamente credere di essere nel giusto

Vedi Aggiornamento del 06/10/2015
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10/06/2015 – Può essere evitata la demolizione degli abusi edilizi di modesta entità commessi molti anni prima. Il principio è stato espresso dal Consiglio di Stato con la sentenza 2512/2015.
 
I giudici hanno appoggiato la teoria giurisprudenziale in base alla quale se è passato un lungo lasso di tempo dal momento in cui è stato commesso l’abuso edilizio e si è verificato il protrarsi dell’inerzia da parte dell’Amministrazione preposta alla vigilanza, si crea una “posizione di affidamento del privato”, che crede di essere nel giusto.
 
Sul versante opposto, un’altra posizione della giurisprudenza ritiene che vadano demoliti tutti i manufatti realizzati in difformità dal titolo abilitativo.
 
Nel caso preso in esame, sulla base di una licenza edilizia del 1958 era stato realizzato un edificio su un mappale diverso da quello indicato nel progetto e in difformità dal progetto stesso.
 
Il Comune aveva quindi ordinato la demolizione, a favore della quale si era anche espresso il Tar. Al contrario, il Consiglio di Stato ha sottolineato che nel progetto mancavano le quote e le misure tali da vincolare l’esatta localizzazione dell’edificio. 

Allo stesso tempo, il CdS ha ricordato che il reato di indebita traslazione della localizzazione è stato introdotto con la Legge 47/1985, poi confluita nell’articolo 32 del Dpr 380/2001, quindi dopo la realizzazione dell’intervento.




 

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