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Semplificazioni in edilizia, FAI contrario al silenzio assenso

Semplificazioni in edilizia, FAI contrario al silenzio assenso

‘No ad automatismi su materie sensibili come la tutela del patrimonio culturale e paesaggistico’

Vedi Aggiornamento del 31/10/2016
di Paola Mammarella
Vedi Aggiornamento del 31/10/2016
10/06/2015 - Limitare il silenzio assenso tra amministrazioni preposte alla tutela dei vincoli ambientali e paesaggistici e mantenere le sanzioni a carico di chi inizia una attività senza Segnalazione certificata di inizio attività (Scia).
 
Sono queste le richieste di modifica al ddl per la riorganizzazione delle Pubbliche amministrazioni che il Fondo Ambiente Italiano (FAI) ha presentato in audizione alla Camera.
 

Semplificazione con il silenzio assenso

Il disegno di legge estende lo strumento del silenzio assenso tra amministrazioni statali ai casi di assenso, concerto o nulla osta di amministrazioni preposte alla tutela ambientale, paesaggistica e territoriale. Le Soprintendenze devono pronunciarsi entro 60 giorni dalla richiesta da parte dell’amministrazione procedente (per esempio un comune); possono interrompere i termini nel caso in cui sia necessario un supplemento di indagine e ottenute le informazioni necessarie dispongono di 30 giorni per emanare l’assenso. Scaduti questi termini, l’assenso si intende acquisito.
 
A detta del FAI, lo strumento del silenzio assenso introduce un automatismo che non può applicarsi nei procedimenti aventi ad oggetto materie sensibili, di rango costituzionale, come il patrimonio culturale e paesaggistico. Si tratta di argomenti per i quali l’articolo 9 della Costituzione ritiene prevalente il pubblico interesse rispetto alle esigenze di semplificazione. In questo caso, ha sottolineato il FAI, è indispensabile una valutazione esplicita da parte degli organi coinvolti.
 
Il meccanismo del silenzio assenso secondo il FAI stride altresì con il sistema complessivo dell’autorizzazione paesaggistica.  
 
Il FAI ha ricordato che la semplificazione delle procedure è stata già avviata dal Decreto Sblocca Italia (DL 133/2014), che ha eliminato la Conferenza dei Servizi che rallentava il processo, fissato il termine di 60 giorni per l’emissione del parere, imponendo all’autorità procedente di pronunciarsi comunque espressamente sulla rilevanza dell’intervento rispetto al vincolo, e avviato la stesura di un elenco di interventi di lieve entità soggetti a una procedura di approvazione semplificata. Con questo obiettivo la commissione Amorosini, nominata dal MiBACT, produrrà l’elenco definitivo di tali interventi a fine giugno.
 
Il FAI ha quindi proposto che, di fronte all’inerzia della Pubblica Amministrazione, si intervenga in via gerarchica, mediante la nomina di un commissario, e che siano previste semplificazioni in presenza di strumenti di pianificazione quali i piani paesaggistici regionali.
 

Semplificazione: niente sanzioni per Scia irregolare

Il FAI ha criticato anche la cancellazione della possibilità di sanzionare chi dia inizio ad attività con Scia  in mancanza di requisiti o in contrasto con la normativa vigente.
 
Ricordiamo che la Scia ha sostituito la Denuncia di inizio attività (Dia) e rende possibile l’avvio del cantiere nello stesso giorno in cui è presentata l’istanza, ferma restando la possibilità della Pubblica Amministrazione di intervenire entro 60 giorni per effettuare verifiche ed eventualmente adottare il provvedimento di divieto alla prosecuzione delle attività. Per gli interventi in zona soggetta a vincoli ambientali, paesaggistici o culturali, inoltre, alla Scia deve essere allegato l’atto di assenso dell’ente preposto alla tutela del vincolo.


 
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