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NORMATIVA

Tasse sulla casa, entro il 16 giugno l’acconto Imu e Tasi

di Alessandra Marra

Nei Comuni che non hanno deliberato nuove aliquote si verserà il 50% di quanto pagato nel 2014

Vedi Aggiornamento del 11/12/2015
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11/06/2015 – Il 16 giugno è prevista la scadenza per la prima rata delle principali tasse sulla casa: Imu (Imposta Municipale Unica sugli immobili) e Tasi (Imposta sui servizi indivisibili).
 
Nell'acconto che si pagherà basterà versare il 50% di quanto pagato nel 2014, tenendo conto delle aliquote e delle detrazioni del 2014 per i Comuni che non hanno pubblicato le delibere con le nuove aliquote. Poi il 16 dicembre si farà il conguaglio in base alle novità disposte dalle amministrazioni.
 
Nei Comuni dove l'aliquota è già stata fissata (circa 1.200) si potrà pagare sia in base alla nuova delibera - eventualmente anche in un'unica soluzione - sia in base a quella dello scorso anno, senza incorrere in errore.
 

Tasse sulla casa: Tasi e Imu

L’Imu è l’Imposta Municipale Unica sugli immobili che prevede il pagamento dell’imposta per le seconde case e per le prime case di lusso, cioè appartenenti alle categorie catastali A/1, A/8 e A/9 (immobili di pregio, ville e castelli). Ad esempio il proprietario di una casa non di lusso non pagherà l’Imu ma solo la Tasi.

La Tasi è la tassa sui servizi indivisibili comunali come ad esempio manutenzione del manto stradale, pubblica illuminazione, fognature ecc. L’imposta riguarda chiunque possieda o comunque detenga un immobile adibito ad abitazione principale; quindi si paga sia per la prima casa che per la seconda da parte del proprietario dell’immobile ma anche dall’inquilino in affitto.
 
Infatti per la abitazioni date in affitto la percentuale a carico dell’affittuario è compresa tra il 10% e il 30%, a seconda di quanto definito dal singolo comune, mentre il restante importo rimarrà a carico del proprietario. Se il comune non delibera la quota a carico dell’inquilino si applicherà la quota minima, ovvero il 10%.
 

Imposte sugli immobili: quanto si paga

Lo Stato ha fissato le aliquote minime e massime applicabili, lasciando poi libertà alle amministrazioni comunali nel fissare sconti e agevolazioni. La base imponibile per il calcolo della Tasi e dell'Imu è il valore della rendita catastale rivalutata del 5% moltiplicata per il coefficiente in base al tipo di immobile e l'aliquota comunale, con le eventuali detrazioni che variano da Comune a Comune.

Per le abitazioni del gruppo catastale A (esclusa l’A/10) e le C/2, C/6, C/7: coefficiente di 160;
per i fabbricati del gruppo catastale B (scuole, ospedali, uffici pubblici ecc) C/3, C/4 e C/5 (laboratori, palestre e stabilimenti balneari): coefficiente di 140;
per i fabbricati del gruppo catastale D/5 e d A/10 (istituti di credito e uffici) coefficiente di 80;
per i fabbricati del gruppo catastale D, ad eccezione dei D/5, (fabbricati industriali, teatri, alberghi opifici ecc) coefficiente di 65;
per i fabbricati del gruppo catastale C/1 (negozi e botteghe) coefficiente di 55.
 
Per l’abitazione principale l'aliquota minima è dello 1 per mille quella massima invece può arrivare allo 2,5 per mille. I Comuni possono alzarla di un ulteriore 0,8 per mille, portandola al 3,3 riconoscendo però detrazioni a favore delle famiglie numerose o delle fasce più deboli della popolazione.

Le case classificate come abitazione di lusso (A/1, dimore signorili; A/8, ville e A/9, castelli) continueranno a pagare l'Imu anche sulla prima casa, con un'aliquota massima del 6 per mille. Su queste case si pagherà anche la Tasi, sempre con aliquota massima del 3,3 per mille, ma il totale di Imu e Tasi non potrà superare il 6,8 per mille.

Sulle seconde case, ma anche su uffici, negozi, capannoni ecc, si pagherà sia l'Imu che la Tasi con aliquota massima complessiva dell'11,4 per mille. Vale lo stesso per le case in affitto si pagherà sia l'Imu che la Tasi con il limite massimo dell'11,4 per mille; l'Imu verrà pagata interamente dal proprietario, mentre al pagamento della Tasi contribuirà  l'inquilino.

Il pagamento di Tasi e Imu potrà essere fatto alla posta o in banca con modello F24 o con bollettino di conto corrente postale. Con una nota Poste Italiane ha fatto sapere che metterà a disposizione dei cittadini uno sportello dedicato al pagamento dei bollettini postali ed F24 in vista delle scadenze fiscali per velocizzare le operazioni di pagamento e agevolando la clientela soprattutto nelle giornate con affluenza più elevata.
 
Coloro che non riusciranno a pagare in tempo entro il 16 di questo mese, sarà comunque possibile versare l'importo dovuto anche con qualche giorno di ritardo, pagando una minima soprattassa.
 

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