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PROFESSIONE

Dalle Partite Iva una #PropostaDecente: fisco più equo e welfare solidale

di Alessandra Marra

Architetti, ingegneri, geometri, avvocati e tutti gli autonomi chiedono al Ministro Poletti contribuzioni più giuste e maggiori tutele

Vedi Aggiornamento del 23/03/2017
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26/06/2015 – Equa contribuzione fiscale, tutele reali in caso di malattia ed equa pensione per tutti.
 
E’ questa la #PropostaDecente che il mondo delle Partite Iva (comprendente architetti, ingegneri, geometri, avvocati, farma­ci­sti e guide turisti­che, archi­vi­sti, stu­denti e ricer­ca­tori ecc), riunito nella “Coa­li­zione 27 feb­braio”, ha presentato al Ministro del Lavoro, Giuliano Poletti, il 24 giugno a Roma.
 

Partite Iva: le richieste al governo

I free­lance hanno incon­trato i rappresentanti del Mini­stero del Lavoro per confrontarsi su Wel­fare, pre­vi­denza e assi­stenza chiedendo l’estensione della Naspi ai lavo­ra­tori auto­nomi, ai pre­cari e ai dot­to­randi e una revisione del sistema previdenziale che preveda con­tri­buti indipen­denti dal fat­tu­rato delle par­tite Iva.
 
Le istituzioni hanno ascoltato le proposte degli autonomi ma non si sono espresse sulle possibili azioni da intraprendere, in quanto servono delle valutazioni approfondite sulle eventuali coperture finanziarie. Un nuovo incontro sarà convocato per metà luglio.

I lavoratori autonomi avevano già fatto richieste simili durante lo Speakers’ Corner sotto la sede dell’Inpsil 24 aprile scorso; in quell'occasione il Presidente dell'Inps, Tito Boeri, si era impegnato a prendere seriamente in considerazione l’estensione degli ammortizzatori sociali alle Partite Iva e ai professionisti atipici.
 

Autonomi e la #PropostaDecente

Sempre il 24 giugno a Roma le Partite Iva iscritte di Acta (Associazione italiana dei professionisti indipendenti) hanno presentato la “pro­po­sta decente” sul Wel­fare solidale in un convegno incontro di respiro internazionale (il giorno prima della riunione di EFIP, European Forum of Indipendent Profesionals) con interventi di lavoratori autonomi di tutta Europa che hanno deciso di affermare il loro ruolo sociale e rivendicare i diritti del lavoro indipendente.
 
Presente al convegno anche il dott. Antonello Crudo, dirigente dell’INPS, per ascoltare e rispondere alle proposte delle Partite Iva.
 
Per Acta “l’indecenza insopportabile in Italia è il welfare familiare, che non tiene conto dei freelance, le barchette più fragili in questa tempesta”. L’idea al centro della proposta è che ogni cittadino abbia pari doveri nei confronti di uno Stato, che però a tutti conceda pari cittadinanza di diritti.

Per questo i freelance di Acta chiedono:
1) Equa contribuzione: sospensione immediata della legge Fornero che ogni anno minaccia di portare la contribuzione delle Gestione Separata al 33% e avvio di una equiparazione verso il basso con le aliquote di commercianti e artigiani;
2) Tutela della malattia: l'INPS chiede tanto ma ai freelance dà pochissimo, soprattutto in caso di malattie gravi e di lunga durata;
3) Equa pensione per tutti: cambiare un sistema contributivo iniquo che condannerà le prossime generazioni a pensioni da fame.
 
Nel corso del convegno è stato fatto notare che nelle economie avanzate il lavoro autonomo (self employment) è l’unica forma occupazionale in crescita; i lavoratori dipendenti, i lavoratori interinali o intermittenti, gli imprenditori, i collaboratori familiari sono tutti sono in calo dal 2004 ad oggi.
 

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